Il 12 luglio 2025 resterà una data storica per il mondo del tennis: Iga Świątek ha trionfato in finale a Wimbledon contro Amanda Anisimova con un netto 6-0, 6-0 ed ha alzato per la prima volta in carriera al cielo il prestigioso trofeo. Un risultato che non lascia spazio a interpretazioni: la polacca ha dominato il match in soli 57 minuti, con una performance quasi perfetta. È stata la prima volta nell’Era Open che un giocatore – uomo o donna – ha vinto una finale slam senza perdere nemmeno un game dopo la storica vittoria di Steffi Graf ai danni di Natasha Zvereva nella finale del Roland Garros 1988.
Swiatek, già vincitrice di quattro Roland Garros e dell’US Open 2022, ha completato la sua prima impresa sull’erba – superficie storicamente indigesta – salendo a quota sei slam in totale in carriera. Questa vittoria segna inoltre il suo primo titolo stagionale sull’erba, dopo un lungo digiuno e un periodo burrascoso caratterizzato da critiche e una breve sospensione per doping.
Storia dei 60 60 in finale slam
Dorothea Lambert Chambers – 1911, Wimbledon
L’ultimo doppio bagel nella finale femminile di Wimbledon risaliva al 1911, quando la britannica Dorothea Lambert Chambers sconfisse Dora Boothby con lo stesso punteggio. Erano i tempi in cui il dilettantismo dominava all’All England Club e quell’esito incredibile rimase unico nei decenni successivi.
Steffi Graf – 1988, Roland Garros
Nel 1988, la Graf replicò la stessa impresa in finale al Roland Garros contro la Zvereva (6-0, 6-0), diventando la prima in Era Open a ottenere un doppio bagel in una finale slam.
Iga Swiatek – 2025, Wimbledon
Świątek è ora l’unica giocatrice nell’Era Open a non aver concesso nemmeno un gioco in finale a Wimbledon, sbarazzandosi di Anisimova e riscrivendo la storia del torneo dopo 114 anni.
Il percorso verso il trionfo
Swiatek non si è limitata alla finale: ha perso appena 35 game in tutto il torneo, segnando addirittura tre 60 consecutivi dal secondo set della semifinale con Belinda Bencic ai due in finale. Importante sottolineare come la polacca abbia perso un solo set in tutto l’evento, addirittura al secondo turno contro l’americana Caty McNally.
Proveniente da un 2024 tormentato, tra critica mediatica, un calo di vittorie e una sospensione di un mese per contaminazione da melatonina/eccesso di trimetazidina, Iga è riuscita a rialzarsi e a vincere il torneo che fino alla stagione scorsa sembrava potesse essere per lei un tabù, vista la poca dimestichezza a rete e i grandi problemi avuti in passato.
Swiatek: imbattuta nelle finali Slam
Con questa vittoria, Świątek vanta record immacolati: sei finali slam disputate, sei vinte (100% di successi), un record che nessuna altra tennista è in grado di vantare. Ovviamente, occorre sottolineare come il numero esiguo di finali aiuti la polacca in questo record. Inoltre, adesso è la nona donna dell’Era Open a conquistare slam in ciascuna delle tre superfici (terra, cemento ed erba).
Chi è Anisimova, la vittima sacrificale
Seppur sconfitta severamente, Anisimova merita le luci dei riflettori. Era alla sua prima finale slam ma, già semifinalista al Roland Garros 2019, è tornata in top10 (numero 7) grazie al suo exploit a Wimbledon. Si tratta del best ranking ottenuto nella sua giovane carriera. Nel match decisivo, i nervi e la pressione l’hanno sopraffatta: ha commesso 28 errori non forzati e ha raggiunto solo il 33% di prime nel primo set. Rimane, però, il valore del suo percorso: numero 13 del seeding ha sconfitto la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka in semifinale, mettendo la ciliegina sulla torta su un percorso fino a quel momento perfetto.