Toronto – ATP Masters 1000 2025
Taylor Fritz, tra i più acuti osservatori del circuito ATP, non ha usato mezzi termini nella conferenza stampa seguita alla vittoria su Gabriel Diallo. Lo statunitense, ora agli ottavi di finale del Masters 1000 di Toronto, ha condiviso una lucida – e preoccupata – analisi sullo stato attuale del gioco, mettendo sotto accusa le condizioni di gioco in Canada.
“Stiamo assistendo a troppo tennis brutto”, ha dichiarato Fritz senza mezzi termini. E non si riferiva al livello dei giocatori, ma a due fattori ben precisi: le palline e la superficie.
Secondo il numero uno americano, le palline utilizzate a Toronto sono le più difficili da controllare di tutta la stagione, molto diverse da quelle dell’US Open, che invece favoriscono la velocità e la profondità del gioco. “Tutte le palline dell’anno tendono a rallentarsi e ad aderire alle corde. Qui è l’opposto”, ha spiegato. Inoltre, la superficie del torneo sarebbe “ancora più rapida di quella di Washington”, rendendo difficile qualsiasi tipo di scambio prolungato o gioco difensivo.
Oltre alle condizioni tecniche, Fritz ha espresso perplessità anche sulla nuova formula estesa del torneo a due settimane. Se da un lato apprezza la possibilità di riposare tra un match e l’altro, dall’altro si chiede se il calendario non stia diventando troppo compresso. “Se i Masters 1000 durano due settimane, dovremmo togliere altri tornei, non aggiungerli. Serve più tempo per allenarsi e recuperare”.
Un intervento, quello di Fritz, che non passerà inosservato tra giocatori, addetti ai lavori e appassionati. La sua analisi rilancia un dibattito aperto: la qualità del tennis moderno è ancora garantita, o stiamo perdendo qualcosa per strada?