L’Arabia Saudita organizzerà un torneo Masters 1000 a partire dal 2028. A dare l’annuncio ufficiale l’Atp e SurJ Sports Investment, una società del fondo Pif.
Nell’accordo è previsto anche un programma nazionale per l’attività di base, sviluppato in collaborazione con la Federazione Saudita di tennis, che, scrivono in una nota, “promuoverà inclusione, accessibilità e sviluppo dei talenti, ispirando la prossima generazione di atleti e campioni sauditi e creando percorsi solidi per la partecipazione”.
“Tutto questo – continua la nota – rientra nell’ambizione più ampia del Pif di far crescere lo sport a tutti i livelli e favorire lo sviluppo del tennis sia maschile che femminile”.
Il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi ha parlato di “un momento di grande orgoglio per noi e il risultato di un percorso costruito nel corso di anni. L’Arabia Saudita ha dimostrato un impegno autentico verso il tennis, non solo a livello professionistico – ha dichiarato Gaudenzi -, ma anche nella crescita dello sport in senso più ampio a tutti i livelli. L’ambizione del Pif per il tennis è chiara, e crediamo che tifosi e giocatori saranno entusiasti di ciò che verrà. Rafforzare i nostri eventi di punta sta generando una crescita record e una trasformazione in tutto il Tour, e siamo grati ai nostri partner di Pif e SurJ per aver contribuito a questo sviluppo e condividere questa visione”.
Calendario sempre più fitto e giocatori in allarme
Ma al di là delle polemiche e dei ragionamenti sul cosidetto “sportwashing” (strategia usata sfruttando lo sport per far distogliere lo sguardo dalla pessima situazione dei diritti umani nel proprio paese), l’annuncio del nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita porta con sé anche alcune incognite sul calendario ATP. Già oggi particolarmente denso, il circuito rischia infatti di dover essere ulteriormente riorganizzato per fare spazio al nuovo appuntamento, a meno che non vengano ridimensionati o rimossi altri tornei.
Negli ultimi anni sempre più giocatori hanno espresso preoccupazione per l’eccessivo numero di eventi “obbligatori” a cui devono partecipare per restare in corsa nei ranking e accedere ai premi di fine stagione. Tra Slam, Masters 1000, ATP 500 e altri tornei minori, il calendario si estende ormai senza reali pause, con tappe che spesso si sovrappongono e viaggi sempre più impegnativi.
Anche l’allungamento del format di diversi Masters 1000 – oggi disputati su 12 giorni anziché una sola settimana – ha contribuito ad appesantire la programmazione. In questo contesto, l’aggiunta di un nuovo 1000 solleva dubbi su come l’ATP riuscirà a mantenere un equilibrio tra spettacolo e tutela della salute dei giocatori. Staremo a vedere.