Federico Cinà continua a crescere e a far parlare di sé. Il 18enne palermitano ha conquistato la finale dell’Hamburg Ladies & Gents Cup, torneo Atp Challenger 50 sul cemento (54.000 euro di montepremi), confermandosi come uno dei prospetti più interessanti del tennis italiano.
Numero 227 del ranking mondiale e sesta testa di serie, Cinà ha superato in semifinale il britannico George Loffhagen (215 ATP) con il punteggio di 7-6(5) 6-4, in un match solido e maturo, nel quale ha mostrato personalità nei momenti chiave. In finale affronterà il tedesco Justin Engel, quarto favorito del seeding, altro astro nascente, vincente sullo spagnolo Alejandro Moro Canas 7-6(3) 6-4.
Per Cinà, detto affettuosamente “Pallino”, soprannome nato in famiglia quando la sorella maggiore lo vide per la prima volta in ecografia, si tratta della terza finale Challenger in carriera, un traguardo notevole per un giocatore che non ha ancora compiuto 19 anni.
Figlio d’arte, con il padre Francesco Cinà, ex coach di Roberta Vinci, e la madre Susanna Attili, ex tennista professionista, Federico è cresciuto in un ambiente dove la racchetta è di casa. A differenza di molti coetanei, ha bruciato le tappe: primo punto ATP a 15 anni, prime vittorie nei tornei ITF e ora la conferma tra i grandi del circuito cadetto.
Fisico solido, rovescio a due mani e un tennis pulito, Cinà rappresenta una delle punte della nuova generazione azzurra che sta emergendo dietro ai vari Sinner, Musetti e Arnaldi. La sua calma in campo e la maturità tattica fanno pensare a un futuro importante.
Se il titolo di Amburgo dovesse arrivare, sarebbe il primo sigillo Challenger della sua giovane carriera. Ma, comunque vada, “Pallino” ha già mandato un messaggio chiaro: è pronto per pensare in grande.