Adriano Panatta non le manda certo a dire. L’ex campione di Roland Garros 1976, voce sempre schietta e mai banale del tennis italiano, è tornato a parlare — e questa volta lo ha fatto sul duello che sta infiammando il circuito ATP: Carlos Alcaraz contro Jannik Sinner.
Intervenuto a Domenica Sportiva, Panatta ha elogiato apertamente la settimana trionfale del suo connazionale al Rolex Paris Masters, dove Sinner ha conquistato il titolo e riconquistato la vetta del ranking mondiale, approfittando anche della clamorosa eliminazione al primo turno di Alcaraz contro Cameron Norrie.
“Ha fatto quello che doveva fare, era il chiaro favorito dopo l’uscita di Alcaraz,” ha commentato Panatta. “Ora è di nuovo numero uno, anche se non credo gli durerà a lungo, visto un sistema di punti che considero diabolico e che non condivido affatto”.
Ma il passaggio più forte delle sue parole è arrivato subito dopo, quando l’ex numero uno italiano ha lanciato un vero avvertimento a Carlos Alcaraz:
“Carlos può avere una giornata storta e perdere, ma questo a Jannik non succede mai nelle prime o seconde fasi di un torneo. O perde in finale o si infortuna. Quindi Alcaraz deve stare attento: o resta concentrato, o non lo batterà più”.
Panatta, che solo poche settimane fa aveva criticato la decisione di Sinner di saltare le Finals di Coppa Davis a Bologna, sembra oggi pienamente riconciliato con il campione altoatesino, del quale ammira la crescita tecnica e mentale.
“Adesso lo vedi scherzare con Cahill, cosa che prima non faceva. Sta sperimentando molto, continua ad imparare. Gioca meglio, serve meglio, usa di più la palla corta e ha un atteggiamento più rilassato in campo. È consapevole del suo potenziale — ormai è praticamente imbattibile,” ha aggiunto Panatta, visibilmente entusiasta.
Infine, l’ex fuoriclasse azzurro ha espresso un desiderio che accomuna tutti gli appassionati: “Spero che la finale delle ATP Finals sia proprio tra loro due”.
Con un Sinner in costante ascesa e un Alcaraz chiamato a reagire, il tennis mondiale si prepara a vivere una rivalità destinata a segnare un’epoca.