Articolo tratto da un’intervista pubblicata dal sito spagnolo Punto de Break
Bologna – In occasione del tributo a Niki Pilic, storico capitano di Davis e figura iconica del tennis europeo, Puntodebreak ha incontrato Ivan Ljubicic. L’ex n.3 del mondo, oggi responsabile dell’area competitiva della Federazione Francese, si è concesso a una conversazione sincera e intensa sul presente e sul futuro del tennis: dall’eredità di Pilic fino al dualismo Alcaraz–Sinner e alle inevitabili comparazioni tra il murciano e Roger Federer.
“Pilic è il padre del tennis croato”
La scomparsa di Niki Pilic ha colpito profondamente Ljubicic, che con lui condivise il trionfo in Davis nel 2005. Il croato parla con una commozione evidente.
“Niki è il padre del tennis croato, un vero pioniere. La gente dimentica che se oggi esiste l’ATP è anche grazie a lui: tutto nacque dal boicottaggio di Wimbledon del 1973”, ricorda.
“Per me è stato un capitano, un mentore, un punto di riferimento. Ha vinto la Davis con tre Paesi diversi: chi altro può dirlo? Meritava questo omaggio”.
Un’eredità, quella di Pilic, che continua a vivere non solo in Croazia ma anche in Germania e Serbia, Paesi in cui ha formato generazioni di campioni.
Il progetto francese: “Dopo due anni e mezzo, i primi risultati arrivano”
Dal 2022 Ljubicic guida il settore “alto livello” della FFT, una struttura che abbraccia tutta la piramide, dalle scuole tennis alla Coppa Davis.
“Offro la mia esperienza da un punto di vista indipendente. Essere arrivato da fuori mi permette di vedere le cose con oggettività. Ora iniziano a vedersi i frutti del lavoro”.
Chi pensava a un ritorno rapido del croato nel box di un top player, si sbagliava: Ljubicic appare completamente immerso nel progetto francese.
Sinner–Alcaraz: un duopolio destinato a durare
Inevitabile spostare la conversazione su ciò che oggi domina il circuito: la rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Per Ljubicic, il regno dei due non è affatto vicino alla fine.
“Credo che per i prossimi due o tre anni le cose rimarranno così. Carlos e Jannik continuano a migliorare, ad aggiungere armi, a crescere nei momenti di pressione”.
Sul resto della Next Gen, invece, Ljubicic è netto:
“Gli altri non sono ancora a quel livello. Magari qualcuno avrà exploit isolati, ma non vedo nessuno in grado di sfidare Alcaraz e Sinner lungo un’intera stagione”.
“Alcaraz? Forse il più vicino a Federer, ma sono molto diversi”
Il paragone che anima discussioni da mesi non poteva mancare: Alcaraz è davvero l’erede più credibile di Roger Federer? Chi meglio dell’ex coach dello svizzero per rispondere.
“Dal punto di vista tennistico… forse sì”, ammette.
“Ma come personalità e carattere sono completamente diversi. Detto questo, oggi Carlos è il giocatore più creativo del circuito, quello che genera più entusiasmo”.
Ed è proprio questa scintilla, questa capacità di sorprendere, che secondo Ljubicic ha salvato il tennis moderno da un rischio concreto:
“Qualche anno fa temevamo un tennis fatto di giocatori tutti uguali. Carlos ha portato un angolo diverso, un’energia nuova. È fantastico”.
Un arrivederci affrettato, ma tante riflessioni preziose
La conversazione si conclude mentre Ljubicic, sempre gentile, si scusa per la fretta. Ma le sue parole lasciano un solco chiaro: l’eredità di Pilic, la solidità del progetto francese, il dominio Sinner–Alcaraz, e quella luce creativa che rende il murciano il giocatore più “speciale” del panorama attuale.
Una chiacchierata breve ma intensa, nel cuore di BolognaFiere, che conferma ancora una volta quanto Ivan Ljubicic continui a essere una delle menti più lucide del tennis mondiale.