Il dominio congiunto di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner sta segnando il tennis degli ultimi anni in modo quasi assoluto. Nel biennio 2025-2026 i due giovani fenomeni si sono divisi gli ultimi otto Slam – quattro per lo spagnolo e quattro per l’italiano – lasciando agli inseguitori soltanto le briciole. E, mentre il pubblico si gode una rivalità destinata a durare, cresce allo stesso tempo una domanda: dove sono finiti gli avversari in grado di tenergli testa?
A sollevare il tema sono due voci autorevoli del tennis italiano, Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, che non si nascondono dietro ai complimenti per i due attuali dominatori del circuito. Per entrambi, il problema non è la superiorità di Alcaraz e Sinner, ma la mancanza di sfidanti credibili.
Panatta: “Negli anni ’70 chiunque poteva vincere. Oggi tutti giocano allo stesso modo”
Intervenuto a Radio DJ, Panatta ha ricordato un’epoca in cui la competizione era più aperta:
“Negli anni Settanta, tutti i primi dieci in classifica avevano vinto almeno uno Slam. C’era equilibrio, si poteva perdere contro chiunque. Oggi Alcaraz e Sinner non perdono quasi mai”.
Secondo l’ex campione del Roland Garros, il tennis contemporaneo è troppo omologato:
“Quasi tutti giocano allo stesso modo. Borg e Vilas soffrivano quando affrontavano stili diversi come il mio o quello di McEnroe. Oggi, invece, mancano completamente gli attaccanti”.
Bertolucci: “Il Big 3 aveva più rivali. Ora la corsa ai grandi trofei è a due”
Paolo Bertolucci concorda: il confronto con l’era del Big Three è impietoso.
“Nadal, Federer e Djokovic hanno trovato sulla loro strada Del Potro, Wawrinka, Tsonga… C’erano molti più contendenti ai grandi titoli. Ora la lotta è ridotta a una coppia”.
L’unico giocatore che nel 2025 è riuscito a impensierire – per brevi tratti – i due dominatori è stato Novak Djokovic, vincitore contro Alcaraz nei quarti dell’Australian Open. Ma, tolto il fuoriclasse serbo, nessun altro sembra oggi in grado di insidiarli con continuità.
I possibili outsider: tanto talento, poca costanza
Le speranze del circuito restano affidate a una nuova generazione ricca di potenziale: Ben Shelton, Félix Auger-Aliassime, Joao Fonseca, e altri ancora. Nomi interessanti, ma nessuno in grado, almeno finora, di sostenere un livello paragonabile a quello dei due fenomeni.
Il tempo logora invece le ambizioni di giocatori come Alexander Zverev e Daniil Medvedev, un tempo considerati i veri eredi del Big 3.
Un duopolio affascinante, ma che chiede un terzo incomodo
Finché Sinner e Alcaraz continueranno a spingersi l’un l’altro verso nuove vette, gli appassionati assisteranno a un’epoca di straordinaria qualità tecnica e atletica. Ma, come fanno notare Panatta e Bertolucci, per un vero equilibrio servirebbe una terza forza costante, un avversario capace di trasformare la rivalità in un triangolo competitivo.
Per ora, quella figura non c’è. E il regno di Alcaraz e Sinner può continuare indisturbato.