Aryna Sabalenka chiude la sua stagione esibendosi da protagonista. La numero uno del mondo ha conquistato l’Atlanta Cup Exhibition, superando in finale la giapponese Naomi Osaka con il punteggio di 6-3 4-6 10-4, in un match che ha attirato l’attenzione degli appassionati nonostante il clima informale dell’evento.
Il successo in Georgia è stato però solo il preludio alla prossima, attesissima tappa: la “Battaglia dei Sessi” in programma a Dubai il 28 dicembre, dove Sabalenka affronterà Nick Kyrgios in una sfida che promette spettacolo e provocazioni.
Proprio la bielorussa ha alimentato la narrativa del confronto, lasciando Atlanta prima del match maschile tra Kyrgios e Ben Shelton, vinto dall’americano 7-6 6-3, e lanciando un messaggio pungente al futuro rivale:
“So già che vincerò questa sfida, quindi non devo nemmeno guardare come gioca Nick”, ha dichiarato con un sorriso ironico.
Per Kyrgios, reduce da tre anni complicati tra infortuni e interventi chirurgici, l’esibizione di Atlanta ha rappresentato un ritorno in campo particolare. L’australiano non ha replicato alle parole di Sabalenka, ma la sua presenza a Dubai segnerà un nuovo capitolo nelle celebri sfide miste che hanno scandito la storia del tennis, dalla leggendaria battaglia tra Billie Jean King e Bobby Riggs fino alle edizioni moderne.
L’appuntamento del 28 dicembre sarà la quarta “Battaglia dei Sessi” della storia, con due protagonisti dal temperamento acceso.
Le precedenti “Battaglie dei Sessi”
Il concetto di sfida tra un uomo e una donna in un match di tennis ha radici profonde e alcune di queste sfide sono diventate autentiche pietre miliari dello sport e del dibattito culturale.
1973: Bobby Riggs vs Margaret Court. Di fatto la prima “battaglia” moderna di rilievo ebbe luogo il 13 maggio 1973. Riggs, ex campione dagli anni ’30-’40, dichiarò di poter battere qualsiasi donna, pur essendo ormai fuori dagli schemi competitivi. Court, all’epoca una top-player, accettò la sfida, ma perse 6-2 6-1.
1973: Billie Jean King vs Bobby Riggs. Qualche mese dopo, il 20 settembre, arrivò una sfida molto più famosa: Billie Jean King, allora 29enne e al top del tennis femminile, accettò di giocare contro Bobby Riggs, 55 anni, all’interno dell’Astrodome di Houston. Fu una vera e propria partita-evento: 30.000 spettatori presenti e circa 90 milioni di telespettatori in tutto il mondo. Uno dei match sportivi più seguiti di sempre. King vinse in tre set con un netto 6-4 6-3 6-3. Ma quell’incontro non fu solo una partita di tennis, visto che divenne un simbolo della lotta per la parità di genere nello sport e contribuì a cambiare il modo in cui il tennis femminile veniva percepito.
1992: Martina Navratilova vs Jimmy Connors. L’ultima “battaglia dei sessi” di rilievo si giocò il 25 settembre 1992 a Las Vegas, al Caesars Palace. La Navratilova e Connors si affrontarono in un match esibizione che, pur non suscitando l’impatto mediatico del 1973, rimane simbolico: la sfida tra due tennisti di epoche, stili e circuiti diversi ma entrambi leggende del tennis. Connors vinse quell’edizione.
Perché queste “battaglie” sono ancora importanti
Il successo di King nel 1973 non fu una mera vittoria sportiva: contribuì in modo concreto a legittimare il tennis femminile agli occhi del grande pubblico, aumentare la visibilità delle donne nello sport e accendere il dibattito su pari diritti e rispetto per le atlete, andando ben oltre la mera resa atletica. Ogni nuova “battaglia” aggiorna quel dibattito al presente: la sfida annunciata tra Sabalenka e Kyrgios non è quindi solo un’esibizione di fine anno, ma un tentativo di riaprire la discussione su competizione, spettacolo e parità sportiva, chiaramente in un contesto sociale e mediatico molto diverso da quello degli anni ’70 o ’90.