Dubai si prende la scena tennistica di fine anno con un evento che ha fatto discutere, divertito il pubblico e riacceso un dibattito antico quanto il tennis stesso. Alla Coca-Cola Arena, davanti a oltre 17.000 spettatori e a una platea di vip sugli spalti, la moderna “Battaglia dei sessi” ha visto prevalere Nick Kyrgios sulla numero uno del ranking WTA Aryna Sabalenka, con il punteggio di 6-3 6-3 in un’esibizione pensata più per lo show che per la storia.
Un match fuori dagli schemi
Campo modificato, un solo servizio a disposizione per entrambi e metà campo di Sabalenka ridotta del 9%: ingredienti studiati dall’agenzia Evolve, che rappresenta entrambi i giocatori, per “livellare” le differenze fisiche. Nonostante ciò, il pronostico è stato rispettato. Kyrgios, pur senza spingere sempre al massimo e concedendosi qualche licenza spettacolare (servizi dal basso, colpi forzati e sorrisi al pubblico) ha gestito i momenti chiave con maggiore efficacia.
Il primo set scivola via in 35 minuti, 6-3 per l’australiano. Nel secondo, la regina del circuito femminile alza il livello, strappa il servizio e si prende la scena anche con una danza improvvisata durante un time-out. Ma quando il rischio di una clamorosa rimonta diventa concreto, Kyrgios “si accende”, rimonta da 1-3 e chiude al quarto match point, esausto ma sorridente.
Sabalenka: “Contro un uomo è un altro tennis”
Il risultato pesa il giusto per Sabalenka, che esce dal campo soddisfatta:
“Mi sono sentita benissimo, penso di aver lottato alla grande. Contro un uomo si gioca un tennis molto diverso. Ho fatto colpi bellissimi, sono andata spesso a rete e mi sono davvero divertita”.
La bielorussa rilancia già la sfida: studiare meglio tattiche, punti di forza e debolezza dell’avversario per una possibile rivincita futura. “Amo mettermi alla prova”, il messaggio lanciato al pubblico e, forse, allo stesso Kyrgios.
Kyrgios tra nervi e spettacolo
Dal canto suo, l’australiano ha ammesso la tensione:
“Ero nervoso, non credo che molti avrebbero voluto essere al mio posto. Aryna è una grande combattente, mi ha tolto il servizio un paio di volte. Sarebbe potuta finire in qualsiasi modo”.
Sudato, provato, ma vincente, Kyrgios ha interpretato alla perfezione il ruolo di protagonista in un evento che ha puntato sull’intrattenimento e sull’engagement di un pubblico giovane.
Il nome “Battaglia dei sessi” non è casuale e richiama inevitabilmente la storia. Nel 1973 Billie Jean King sconfisse Bobby Riggs all’Astrodome di Houston in un match diventato simbolo della lotta per la parità nel tennis. Prima ancora, Riggs aveva battuto Margaret Court; anni dopo, nel 1992, Jimmy Connors superò Martina Navratilova in un’altra esibizione a Las Vegas.
Cinquant’anni dopo, però, il contesto è diverso: Dubai non ha cercato un manifesto culturale, ma uno spettacolo globale. Risate, show, biglietti da capogiro e un messaggio chiaro: questa sfida non voleva cambiare la storia, ma accendere i riflettori.
Pur facendo storcere il naso ai puristi, l’esibizione ha centrato l’obiettivo di intrattenere. Il tennis, almeno per una sera, ha messo da parte classifiche e titoli per offrire uno show leggero, discusso e mediatico.