Archiviato Capodanno, siamo ormai ufficialmente nel 2026 e nei prossimi giorni prenderanno il via i primi tornei che conducono dritto all’Australian Open. Come sempre in questo periodo c’è grande fibrillazione tra appassionati ed addetti ai lavori, soprattutto in Italia, dove il movimento tennistico – sia maschile che femminile – offre numerosi spunti di riflessione e interessanti interrogativi in vista dei mesi che verranno. A proposito di interrogativi, ecco le 10 principali “incognite azzurre” a cui il campo darà presto una risposta.
Le principali 10 incognite azzurre del 2026
1. Riuscirà Sinner e tornare numero uno e completare il Career Grand Slam?
Il classe 2001 altoatesino ha messo in bacheca finora 4 titoli del Grande Slam. Due li ha vinti all’Australian Open (2024-2025), uno allo US Open (2025) e l’ultimo a Wimbledon (2025). Per completare il Career Grand Slam dovrebbe vincere quest’anno quel Roland Garros sfuggitogli per un soffio la scorsa primavera: una missione non semplice, ma sicuramente alla portata del 23enne di San Candido. Stesso discorso per quanto riguarda il ritorno in vetta alla classifica mondiale: alla vigilia della stagione sono 550 i punti Atp che lo dividono da Carlos Alcaraz: considerando che tra febbraio e maggio avrà solo da guadagnare (nel 2025, lo ricordiamo, è stato fermo tre mesi per squalifica), ci sembra un traguardo probabile più che possibile. Carlitos permettendo, ovviamente.
2. Musetti farà un’ulteriore step di crescita e riuscirà ad avvicinare il Big2?
Il 2025 è stato sicuramente l’anno della sua consacrazione, condito da un best ranking di numero 6 al mondo e dalla partecipazione alle Nitto Atp Finals di Torino. “Il Magnifico” è riuscito ad unire alla classe e alla eleganza (che hanno sempre contraddistinto il suo tennis) una buona dose di solidità e una concentrazione di altissimo livello: nei mesi scorsi, abbiamo semplicemente ammirato una versione 2.0 del talentuoso rovescio a una mano di Carrara. Tutti, quest’anno, si aspettano di assistere ad un’ulteriore evoluzione che potrebbe portarlo a recitare il ruolo di terzo incomodo nella rivalità tra Jannik e Alcaraz.
3. Cobolli riuscirà a portare lo spirito della Davis nella sua stagione ed entrare in top-10?
Lo scorso anno partì malissimo, inanellando una serie di eliminazioni precoci che lasciavano presagire ad una stagione senza infamia e senza lode. Poi invece, settimana dopo settimana, Cobolli è stato capace di rialzarsi e di rendere il 2025 un’annata memorabile ottenendo due titoli a livello Atp (il 250 di Bucarest e il 500 di Amburgo), i quarti di finale a Wimbledon e un trionfo da protagonista in Coppa Davis. Flavio comincerà il 2026 da numero 22 al mondo, lo farà sulle ali dell’entusiasmo ben consapevole di avere tutti mezzi per continuare a scalare la sua classifica: la top-10 è il suo obiettivo dichiarato. Ha le qualità per centrarlo, ma serve quel fuoco dentro (che ha già palesato con la maglia azzurra) e la costanza di rendimento necessaria per arrivare a certi livelli.
4. Darderi riuscirà ad eccellere su altre superfici e non solo sulla terra?
Se dovessimo parlare di Darderi tenendo conto solo del rendimento sulla terra battuta, lo collocheremmo senza ombra di dubbio tra i primi 10 giocatori al mondo (quest’anno sul rosso ha vinto gli Atp 250 di Marrakech, Bastad e Umago e il Challenger di Genova ). Solo che, purtroppo per Luciano, la stagione di tennis prevede anche altre superfici con un 70% di tornei giocati sul cemento veloce. Ebbene, se il 2025 è stato un anno straordinario per l’italo-argentino, il 2026 sarà l’anno in cui verrà chiamato a dare risposte concrete sui terreni da caccia meno congeniali al suo tennis: comincerà la stagione da numero 25 al mondo. Un piazzamento già di grande spessore, ma la sensazione è che possa ancora fare strada qualora riuscirà ad apportare alcuni accorgimenti al suo gioco, rendendolo meno ‘terraiolo’.
5. Berrettini riuscirà a ritrovare continuità in questo 2026?
La domanda delle domande in Casa Italia, almeno da 2-3 stagioni a questa parte. Purtroppo, anche il 2025 è stato per “Berretto” un anno contrassegnato da svariate noie fisiche. Inutile dilungarci più di tanto sull’argomento, visto che si tratta di una tematica nota e, ahinoi, abbastanza ricorrente nella carriera del tennista romano. Oggi come oggi non sappiamo se davvero Matteo riuscirà finalmente a giocare una stagione con continuità , quel che è certo è che qualora dovesse farcela ne vedremo delle belle.
6. Sarà l’anno dell’esplosione di nuovi talenti come Cinà e Vasamì?
Tanti successi a livello Atp, tanti successi a livello Challenger e ITF. Il tennis italiano nel 2025 ha dato seguito al suo exploit facendola da padrona in ogni categoria. Anche tramite le giovani stelle in rampa di lancio il Tricolore ha offerto parentesi degne di nota in giro per il mondo. Alcune di queste le hanno scritte Federico Cinà e Jacopo Vasamì, entrambi classe 2007, entrambi dotati di un grande talento. Il primo ha chiuso l’anno da numero 236 (dopo aver sfiorato l’ingresso in top-200) e sembrerebbe un vero e proprio predestinato, oltre ad essere un figlio d’arte (suo papà Francesco è l’ex coach di Roberta Vinci). Il secondo chiuderà l’anno da numero 663 al mondo, ma nelle ultime settimane ha dato evidenti segnali di svolta dopo vincendo il Challenger di Todi. L’auspicio è che possano portare un nuova ondata di freschezza e, magari, trovare una prima loro consacrazione durante il 2026.
7. Bolelli e Vavassori si confermeranno una delle coppie migliori al mondo in doppio?
Quattro titoli a livello Atp, una finale Slam agli Australian Open e la qualificazione alle Nitto Atp Finals di Torino (la seconda consecutiva): Bole e Wave hanno disputato nel 2025 un’altra straordinaria stagione, confermando che l’Italtennis maschile può vantare di eccellenti interpreti anche nella categoria di doppio. Per quanto ci riguarda, non abbiamo particolari dubbi sul fatto che riusciranno a rimanere sulla cresta dell’onda: resta da capire, piuttosto, se riusciranno o meno ad aggiudicarsi quello che sarebbe il loro primo – meritatissimo – sigillo Major. Incrociamo le dita.
8. Jasmine Paolini riuscirà ad arrivare in fondo negli Slam e contendere la vittoria alle big del circuito?
Anche il 2025 è stato per Paolini un anno da ricordare. E come nel caso di Sinner, è complicato fare un riassunto dei tantissimi risultati illustri che la toscana è riuscita ad ottenere durate la scorsa stagione. Dunque passiamo al sodo: per trovare la sua consacrazione tra le grandissime di questo sport, a 30 anni, Jas dovrà conquistare quello che ha solo sfiorato in carriera nel singolo: vincere uno Slam o le Finals, oppure trovare finali con maggiore continuità . Dovesse farlo, significherebbe con ogni probabilità migliorare il suo “best” di numero 4 al mondo.
9. Vedremo nuove ragazze affermarsi in campo femminile (tipo Tyra Grant)?
A differenza del maschile, attualmente, il movimento femminile non offre numerosi prospetti in grado di farci balzare dalla sedia. Ma se c’è una ragazza che promette faville quella è Tyra Caterina Grant, 17enne romana di origini americane recentemente passata sotto la bandiera Tricolore. Di lei si dice un gran bene, anche Renzo Furlan (l’ex coach di Paolini) ha confermato di credere nelle sue potenzialità decidendo di avviare una collaborazione. Se son rose fioriranno, si suole dire. Magari, sottolineiamo noi, considerato l’estremo bisogno del tennis femminile italiano nel trovare un’erede alla già citata Paolini.
10. Riuscirà il tennis maschile italiano a battere il record di tornei vinti (singolare) in una sola stagione?
11 titoli a livello Atp nel 2025 (6 Sinner, 3 Darderi e 2 Cobolli), il record di sempre per il tennis maschile italiano. Quanti nel 2026? Il sentore, dal canto nostro, è che anche quest’anno bisognerà riscrivere la storia…