4 Gennaio 2026

Stefano Minnucci

Tra regolamento e buon senso: la pallina caduta nel caso Cobolli-Wawrinka e la regola che pochi conoscono

Gioco fermo per un paio di minuti nel decimo game, con Flavio Cobolli al servizio sul punteggio di 5-4 a proprio favore e visibilmente contrariato per una decisione arbitrale che ha fatto discutere. Sullo 0-15, subito dopo la battuta, dalla tasca dell’azzurro è caduta una pallina che ha portato Cobolli a fermarsi d’istinto, temendo un possibile intralcio o addirittura un rischio fisico.

L’arbitro di sedia, però, non ha avuto esitazioni e ha assegnato il punto a Wawrinka, punteggio che è così scivolato sullo 0-30, tra le proteste – vane – del giocatore italiano. Anche il supervisor Gerry Armstrong è entrato in campo, ma l’arbitro è rimasto fermo sulla sua decisione: “Non puoi ostacolare te stesso, la perdita della pallina dipende da te, non da Stan“. Dopo il chiarimento, si è ripreso a giocare regolarmente.

Cobolli ha poi vinto il game, dimostrando di aver assorbito l’episodio senza conseguenze sul piano mentale. Resta però la sensazione di una decisione forse eccessivamente zelante, soprattutto alla luce dell’assenza di qualunque dolo o tentativo volontario di interrompere il gioco.

Cosa dice il regolamento?

Il riferimento normativo è la Regola 26 delle ITF Rules of Tennis, dedicata all’hindrance (disturbo). Il principio è chiaro: un punto può essere rigiocato solo se un giocatore viene disturbato da un’azione dell’avversario, volontaria o involontaria, oppure da un fattore esterno fuori dal controllo dei giocatori.

Una pallina che cade dalla tasca, invece, non rientra in nessuna di queste fattispecie. Non è un disturbo provocato dall’avversario, né qualcosa di esterno e imprevedibile. È un evento che resta interamente sotto la responsabilità del giocatore. Per questo motivo il regolamento non prevede il let.

Le Case Decisions che accompagnano la regola rafforzano ulteriormente il concetto: anche fermarsi in buona fede, o per evitare un potenziale pericolo, non legittima l’interruzione dello scambio. Insomma, se il giocatore si arresta senza che il regolamento lo consenta, perde il punto.

📘 Regola 26 – Hindrance (Disturbo)

If a player is hindered in playing the point by a deliberate act of the opponent(s), the player shall win the point. However, the point shall be replayed if a player is hindered in playing the point by either an unintentional act of the opponent(s), or something outside the player’s own control (not including a permanent fixture).

Interpretazione forse troppo rigida

Dal punto di vista strettamente regolamentare, la decisione arbitrale è corretta, certo. Il regolamento non lascia margini, fermarsi durante lo scambio per un problema causato da sé stessi comporta la perdita del punto.

Tuttavia, il dibattito resta aperto sul piano dell’opportunità. Non c’è stato alcun gesto antisportivo, nessuna simulazione o volontà di interrompere lo scambio. Solo una reazione istintiva a una situazione potenzialmente pericolosa. In altri contesti, con maggiore discrezionalità, non è raro vedere arbitri gestire episodi simili con maggiore elasticità, soprattutto quando il punto non è ancora entrato in una fase decisiva.