Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, è tornato a parlare dell’assenza di Jannik Sinner all’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel 2025, offrendo un retroscena legato alle condizioni fisiche del numero uno azzurro.
In un’intervista al Corriere della Sera, Binaghi ha spiegato che la rinuncia di Sinner non sarebbe stata una scelta superficiale. “Prima del no al Presidente, ricordo che Sinner stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune”, ha dichiarato il presidente federale, facendo riferimento alle difficoltà vissute dal tennista durante l’Australian Open.
Binaghi ha poi ampliato il discorso sulle esigenze di un atleta di altissimo livello: “Per un tennista non esiste solo il recupero fisico, ma anche la necessità di staccare, distrarsi, vedere parenti o amici. Servirebbero cinquanta ore al giorno”.
Nel corso dell’intervista, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel ha anche tracciato un bilancio più ampio dello stato di salute del tennis italiano. “Se si allarga la visuale – ha spiegato – si vedono Musetti, Paolini, la Coppa Davis: un sistema. Da quindici anni siamo l’unica Federazione al mondo con una televisione tematica. In passato rischiavamo di perdere gli Internazionali d’Italia, oggi invece Atp, Wta e Itf ci cercano perché siamo diventati tra i migliori organizzatori di tornei”.
Secondo Binaghi, i successi organizzativi e sportivi non sono frutto del caso: “Le basi sono state poste quando Sinner non era ancora nato. Questa fase favorevole nasce da una crescita costante e pluriennale. In questo percorso si è inserito un fenomeno”.
Infine, il presidente ha sottolineato come il percorso di Sinner resti autonomo rispetto a quello federale: “La sua ricerca della performance assoluta si sviluppa in modo indipendente dalla Federazione, ma con la stessa mentalità: voglia di vincere e di lavorare”.