Si chiude con una sconfitta immediata e inattesa il cammino di Flavio Cobolli all’Australian Open. Sul cemento di Melbourne, l’azzurro cede in tre set al qualificato britannico Arthur Fery, che si impone con il punteggio di 7-6(1) 6-4 6-1, sfruttando anche le evidenti difficoltà fisiche del tennista romano, condizionato per lunghi tratti da problemi allo stomaco.
Per Cobolli (testa di serie numero 20), alla terza partecipazione allo Slam australiano, l’obiettivo era quello di migliorare il terzo turno raggiunto nel 2024, che resta il suo miglior risultato a Melbourne. Invece arriva un’eliminazione immediata, la seconda al primo turno in carriera agli Australian Open, maturata in un match che ha lasciato poco spazio alle reali potenzialità tecniche dell’azzurro.
“Sono molto triste, ma sono cose che non puoi controllare. Ho iniziato a sentirmi male subito prima della partita. Non credo sia legato alla tensione, perché sto sempre peggio”, ha spiegato Cobolli a fine incontro.
Un match segnato dal malessere
La frase pronunciata da Cobolli nel corso del terzo set – “Ho un buco nello stomaco” – fotografa meglio di ogni analisi la prima grande delusione stagionale del 22enne romano. Sulla John Cain Arena, Flavio si è mosso solo a sprazzi come sa fare, frenato dal malessere fisico e da una crescente frustrazione per l’impossibilità di incidere sul piano dello scambio.
Dall’altra parte della rete, Fery ha giocato il match perfetto: nonostante una classifica modesta (n.185 ATP) e l’esordio assoluto nel tabellone principale di uno Slam, il britannico ha mostrato solidità atletica, lucidità tattica e una sorprendente maturità mentale. Mai intimorito dal confronto con una testa di serie, ha saputo alzare il livello col passare dei giochi, dominando nettamente il terzo set e guadagnandosi il secondo turno contro uno tra Miomir Kecmanović e Tomás Martín Etcheverry.
Primo set: tie-break fatale
L’avvio è nervoso da entrambe le parti. Cobolli parte meglio, ma accusa subito un calo e concede il primo break, mentre al cambio campo arriva anche l’intervento dei medici. L’azzurro fatica a trovare profondità e continuità al servizio, accumula errori (19 non forzati nel set) e, nonostante riesca a rientrare sul 5-5 con carattere, crolla nel tie-break: Fery lo domina 7-1, approfittando dei cinque doppi falli e delle difficoltà in risposta dell’italiano.
Secondo set: reazione insufficiente
Cobolli prova a scuotersi, sistema in parte la battuta e lotta di più negli scambi, ma le gambe non lo assistono come vorrebbe. Fery continua a servire con precisione e a scegliere bene quando accelerare. Dopo un botta e risposta di break, il britannico piazza l’allungo decisivo nel decimo game, chiudendo 6-4 grazie a una gestione impeccabile dei punti importanti.
Terzo set: resa inevitabile
Nel parziale conclusivo, il malessere prende definitivamente il sopravvento. Cobolli perde subito il servizio e smarrisce fiducia, mentre Fery gioca in totale controllo, senza tremare nemmeno nei momenti chiave. Il 6-1 finale certifica una sconfitta dura nel punteggio, ma figlia soprattutto di una giornata storta e di una condizione fisica precaria.
Per Cobolli resta l’amarezza di una falsa partenza, difficilmente imputabile ad altro se non alla sfortuna e al merito di un avversario che ha saputo cogliere al meglio l’occasione più importante della sua giovane carriera.
Cobolli vs Fery, Australian Open 2026: highlights video
