Luciano Darderi continua a riscrivere i propri limiti e lo fa anche sul cemento di Melbourne. L’azzurro, testa di serie numero 22, ha superato l’argentino Sebastian Baez in quattro set (6-3 1-6 6-4 6-3), conquistando per la prima volta in carriera l’accesso al terzo turno degli Australian Open.
Un traguardo tutt’altro che banale per un giocatore spesso etichettato come specialista della terra battuta e che, prima di questa edizione, non aveva mai vinto una partita nel primo Slam della stagione.
Una prova di maturità sul “duro”
Contro un avversario in fiducia e reduce da un inizio di 2026 molto positivo, Darderi ha mostrato solidità tecnica e soprattutto una gestione mentale da giocatore ormai di alto livello. Dopo un primo set dominato, l’azzurro ha assorbito il passaggio a vuoto del secondo parziale senza perdere lucidità, tornando a comandare lo scambio nei momenti chiave del match.
La differenza si è vista soprattutto nelle fasi decisive: aggressività sulle palle break, coraggio nelle scelte e una costante ricerca dell’iniziativa, anche su una superficie che, almeno teoricamente, non esalta le sue caratteristiche naturali.
Un percorso Slam sempre più continuo
Con questo successo Darderi eguaglia il miglior risultato della carriera negli Slam, già raggiunto nelle ultime due stagioni tra Wimbledon e US Open. Ma il dato più significativo è la continuità: tre terzi turni consecutivi nei Major, il primo “Down Under”, certificano una crescita costante e una nuova dimensione del suo tennis.
«Sto migliorando settimana dopo settimana», ha raccontato con il sorriso dopo il match, sottolineando come il lavoro quotidiano stia producendo risultati anche lontano dalla terra rossa.
“La partita si gioca su pochi punti”
Nel commentare la sfida con Baez, Darderi ha messo l’accento sulla capacità di restare presente nei momenti cruciali: «A questi livelli bastano pochi punti per spostare l’inerzia. Oggi sono stato più tranquillo rispetto al primo turno, con più ritmo e fiducia». Un segnale di maturità che fa ben sperare anche in prospettiva futura.
La sofferenza, però, resta parte integrante del gioco: «In campo soffrono tutti. La differenza sta nel saperci convivere», ha ammesso con grande lucidità.
Ora Khachanov, test di alto livello
Al terzo turno l’azzurro affronterà un avversario di peso come Karen Khachanov, numero 18 del mondo. Un match che rappresenta un ulteriore banco di prova per misurare l’ambizione di Darderi in questo Australian Open.
«È un giocatore molto aggressivo, dovrò prendere io l’iniziativa e cercare di muoverlo», ha spiegato l’italiano, già proiettato verso una sfida che dirà molto sul suo reale potenziale anche sul cemento.
Intanto Melbourne applaude un Darderi sempre meno “solo” terraiolo e sempre più protagonista a tutto campo.