Sinner, Musetti e Darderi agli ottavi di finale dell'Australian Open

24 Gennaio 2026

Stefano Cagelli

Australian Open: Sinner, Musetti e Darderi agli ottavi. È grand’Italia a Melbourne

Più forte del caldo, dei crampi e delle difficoltà fisiche, il tennis italiano firma un’altra pagina storica all’Australian Open 2026. Per la prima volta, tre azzurri approdano contemporaneamente alla seconda settimana del torneo maschile: Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi. Un tris che racconta ambizioni, maturità e profondità mai viste prima nel nostro movimento.

Sinner, resistere per dominare

A Melbourne, Sinner completa una partita da romanzo contro lo statunitense Eliot Spizzirri, numero 85 del mondo, battuto 4-6 6-3 6-4 6-4. È la 18ª vittoria consecutiva per l’altoatesino, la terza striscia più lunga della sua carriera, e soprattutto il pass per il suo quinto ottavo di finale in carriera all’Happy Slam, record italiano nel torneo.

Il match è un continuo saliscendi. Dopo un secondo set conquistato con lucidità nonostante i break concessi, il terzo diventa una prova di sopravvivenza: crampi al polpaccio destro, caldo estremo, servizio ridotto al minimo. Sinner perde terreno, subisce un break, poi il gioco viene sospeso per le temperature e riprende con il tetto chiuso. È lì che cambia l’inerzia: anche limitato nei movimenti, Jannik trova risposte vincenti, recupera lo svantaggio e ribalta il set, approfittando delle occasioni mancate dall’avversario.

Nel quarto parziale Spizzirri prova ancora a scappare, ma ogni tentativo viene neutralizzato. Dal 1-3 in poi, Sinner alza il livello e prende il comando definitivo, con un’accelerazione che ricorda – per forza e impatto emotivo – le leggendarie pedalate di Marco Pantani in montagna. Ora agli ottavi lo attende Darderi, in un derby che certifica la grandezza del momento azzurro.

La maturità di Musetti

Se quella di Sinner è una prova di resilienza, il percorso di Musetti è il racconto della crescita. Il carrarino batte Tomas Machac dopo 4 ore e 27 minuti di battaglia: 5-7 6-4 6-2 5-7 6-2. È il suo primo ottavo di finale australiano “da grande” e il sigillo su un torneo che, fino a poco tempo fa, gli era sempre stato ostile.

L’avvio è complicato: percentuali basse al servizio, tante palle break non sfruttate e un primo set scivolato via. Machac, solido e tignoso, sembra avere il controllo, ma Musetti cambia passo nel secondo set e soprattutto cambia atteggiamento: più concreto, più paziente, più pronto a capitalizzare ogni occasione. Da lì in avanti è un alternarsi di strappi e controstrappi, fino al quinto set.

Con la temperatura che sale oltre i 36 gradi e il tetto della John Cain Arena che si chiude, Lorenzo parte forte, strappa subito il servizio e non si volta più indietro. Il 6-2 finale lo proietta nella storia: diventa il terzo italiano, dopo Berrettini e Sinner, a raggiungere gli ottavi in tutti e quattro gli Slam. La seconda settimana a Melbourne non è più un tabù.

Darderi, il primo ottavo che non si scorda

Completa l’opera Luciano Darderi, che firma il miglior Australian Open della sua carriera superando Karen Khachanov 7-6(5) 3-6 6-3 6-4. Per l’italo-argentino, numero 25 del mondo e testa di serie 22, è il primo ottavo di finale Slam, un traguardo costruito con progressi evidenti sul cemento.

La partita è intensa e tattica. Darderi regge lo scambio, risponde con aggressività e vince il tie-break del primo set grazie a un atteggiamento più intraprendente. Khachanov reagisce nel secondo, ma dal terzo in poi l’azzurro cresce: migliora con la prima di servizio, riduce gli errori gratuiti e domina gli scambi brevi, risultando superiore anche in quelli più lunghi. Il break decisivo nel quarto set è il preludio a una vittoria chiusa con il 17° ace, sotto un caldo quasi limite.

Un’edizione da record

Con tre italiani agli ottavi, l’Australian Open 2026 entra negli annali del nostro tennis. A Melbourne, finora, al massimo due azzurri erano riusciti a spingersi così avanti; mai tre insieme. È l’ottava volta in assoluto che l’Italia porta almeno tre giocatori agli ottavi in uno Slam maschile, la terza nell’era Open.

Sinner, Musetti e Darderi non sono solo protagonisti di un torneo eccezionale: sono il simbolo di una generazione che non si accontenta più di partecipare. La seconda settimana è realtà. E, come suggerisce il campo, potrebbe non essere il punto d’arrivo.