Carlos Alcaraz continua a correre agli US Open. Lo spagnolo ha superato Tommy Paul in tre set, 6-4 6-3 6-4, conquistando un posto nei quarti di finale a Flushing Meadows e confermando le ottime sensazioni mostrate dall’inizio del torneo.
Un risultato particolarmente significativo per il numero 3 del mondo, tornato a competere a New York dopo quattro mesi lontano dai campi. E proprio la capacità di ritrovare rapidamente ritmo, fiducia e qualità di gioco sembra essere l’aspetto che più soddisfa Alcaraz.
“Mi sento bene, stiamo facendo le cose giuste”, ha raccontato ai microfoni di SuperTennis. Lo spagnolo ha spiegato di essere arrivato allo US Open senza caricarsi di aspettative particolari, con l’obiettivo soprattutto di vivere pienamente il torneo e ritrovare il piacere della competizione. Il bilancio, dopo quattro incontri, non potrebbe essere molto più positivo: Alcaraz sente di aver espresso un tennis di alto livello e, soprattutto, di essersi divertito in campo.
Paul, un test superato a pieni voti
La vittoria contro Tommy Paul rappresentava un esame importante. L’americano è un avversario capace di offrire un riferimento attendibile sul livello di gioco e Alcaraz ne è perfettamente consapevole.
In conferenza stampa, il murciano ha sottolineato soprattutto due aspetti della sua prestazione: la qualità della risposta e la capacità di leggere correttamente le diverse fasi dell’incontro. Contro Paul ha avuto la sensazione di sapere cosa fare nei momenti decisivi, scegliendo le soluzioni più efficaci senza perdere lucidità.
Una maturità tattica che emerge anche da un dettaglio apparentemente secondario: la posizione in risposta. Alcaraz ha spiegato come cerchi sempre più spesso di variarla per togliere certezze al giocatore al servizio. Cambiare posizione significa costringere l’avversario a pensare, a interrogarsi sulla direzione da scegliere e, di conseguenza, aggiungere pressione anche prima che inizi lo scambio.
È uno degli aspetti che raccontano l’evoluzione del suo tennis. Il talento e l’esplosività rimangono quelli che lo hanno portato giovanissimo ai vertici, ma oggi Alcaraz sembra affidarsi sempre di più anche alla lettura della partita.
New York, il luogo delle prime volte
Il rapporto tra Alcaraz e gli US Open resta speciale. È qui che nel 2021, appena diciottenne, si presentò definitivamente al grande pubblico raggiungendo i quarti di finale. Ed è sempre a Flushing Meadows che l’anno successivo conquistò il suo primo titolo Slam e salì per la prima volta al numero uno del ranking mondiale.
Cinque anni dopo quel debutto, lo spagnolo è nuovamente tra gli ultimi otto del torneo: è la quinta volta nelle sue sei partecipazioni. Il successo contro Paul gli ha inoltre permesso di allungare a 18 la serie di vittorie consecutive nei tornei del Grande Slam e di raggiungere quota 15 quarti di finale nei major. Numeri che assumono ancora più peso considerando la sua età.
Ma forse il cambiamento più importante non è contenuto nelle statistiche.
Ripensando al ragazzo che vinse il suo primo Slam proprio a New York, Alcaraz ha riconosciuto quanto sia cambiato il suo modo di stare in campo. Le esperienze accumulate negli ultimi anni gli hanno permesso di maturare e di vedere con maggiore chiarezza ciò che accade durante una partita. Oggi, ha spiegato a SuperTennis, sente di sapere cosa fare praticamente in ogni momento.
Adesso c’è Shelton
Il prossimo ostacolo sarà Ben Shelton, avversario particolarmente insidioso sul cemento americano. Alcaraz ne conosce bene le caratteristiche: potenza, servizio e capacità di alimentarsi dell’energia del pubblico di casa. Per lo spagnolo sarà quindi necessario farsi trovare pronto anche dal punto di vista ambientale. Ma il messaggio lasciato dopo gli ottavi è soprattutto quello di un giocatore che sembra aver ritrovato serenità e fiducia.
Alcaraz era arrivato a New York senza voler guardare troppo avanti. Quattro partite dopo è nei quarti, non ha ancora perso un set e soprattutto ha riscoperto sensazioni che, per un giocatore come lui, valgono quasi quanto le vittorie: divertirsi, leggere con chiarezza la partita e sentirsi nuovamente padrone del proprio tennis.