Giornata dai due volti per il tennis azzurro a Flushing Meadows. Luciano Darderi supera nettamente Dane Sweeny e conquista gli ottavi di finale, mentre Flavio Cobolli cede alla distanza al belga Alexander Blockx. Darderi resta così l’ultimo italiano in corsa nel singolare maschile.
Sorride Luciano Darderi, si ferma Flavio Cobolli. Il terzo turno dello US Open riduce a un solo giocatore la pattuglia italiana nel tabellone maschile: è Darderi, che supera con autorità l’australiano Dane Sweeny per 6-4 6-3 6-3 e conquista per la prima volta in carriera gli ottavi a Flushing Meadows. Per Cobolli, invece, arriva una dolorosa eliminazione contro Alexander Blockx, vincitore per 6-7(4) 6-3 6-0 6-3.
Darderi non sbaglia: Sweeny battuto in tre set
Era una partita da vincere e Luciano Darderi non si è fatto schiacciare dal peso del pronostico. Contro un avversario imprevedibile come Sweeny, capace al turno precedente di eliminare Lorenzo Musetti, l’azzurro ha imposto fin dall’inizio un tennis più pesante e continuo.
Darderi trova il primo break già nel terzo game e riesce soprattutto a togliere progressivamente spazio alle variazioni dell’australiano. Sweeny prova a spezzare il ritmo con discese a rete e soluzioni estemporanee, ma l’italiano resta solido e porta a casa il primo parziale per 6-4.
Nel secondo set la partita sembra potersi complicare quando al break immediato di Darderi segue la pronta risposta dell’australiano. È soltanto un passaggio momentaneo: l’azzurro torna avanti sul 3-2 e nel game successivo difende il vantaggio anche al termine di uno scambio di 33 colpi. Sweeny perde progressivamente lucidità e Darderi ne approfitta per chiudere 6-3.
Il copione non cambia nel terzo. Due break permettono all’italiano di prendere definitivamente il controllo dell’incontro e un passante di rovescio sul match point mette il sigillo sul 6-4 6-3 6-3.
Un successo che vale molto più della semplice qualificazione. Darderi eguaglia infatti il miglior risultato della sua carriera in uno Slam, gli ottavi raggiunti all’Australian Open 2025, e porta a 30 Slam consecutivi la serie di Major con almeno un italiano negli ottavi del singolare maschile. L’ultima volta senza azzurri nella seconda settimana risale all’Australian Open 2019.
«Oggi ho giocato una bella partita», ha spiegato Darderi a SuperTennis nel post-match, sottolineando quanto non fosse scontato chiudere in tre set un terzo turno Slam partendo da favorito. L’azzurro ha poi dedicato parte del risultato al suo gruppo di lavoro e soprattutto al padre Gino, che lo accompagna nel suo percorso.
La crescita di Darderi sul cemento è uno degli aspetti più interessanti della sua stagione. Lo stesso Gino Darderi ha evidenziato i progressi del figlio: un impatto più pieno sulla palla, un servizio più efficace e una maggiore capacità di cambiare ritmo stanno permettendo a Luciano di trasferire sul veloce parte delle qualità che tradizionalmente esprime al meglio sulla terra.
Cobolli, l’illusione e poi il crollo contro Blockx
Se Darderi festeggia, Flavio Cobolli lascia invece New York con parecchio rammarico. Il romano, numero 6 del mondo, si arrende al talento emergente di Alexander Blockx al termine di una partita dall’andamento imprevedibile.
Cobolli parte meglio e, pur mettendo in campo soltanto il 50% di prime nel primo parziale, riesce a conquistare il tie-break. Ma dal secondo set la partita cambia completamente. Blockx aumenta pressione e profondità in risposta, attacca la seconda dell’azzurro e trova il break che modifica l’inerzia dell’incontro.
È l’inizio del momento più difficile per Cobolli. Il belga entra in una fase di grande fiducia e mette insieme undici game consecutivi, dominando il terzo parziale per 6-0. L’italiano appare svuotato, incapace di ritrovare le energie necessarie per contrastare un avversario ormai lanciatissimo.
Cobolli, però, non si arrende. Nel quarto set ritrova orgoglio e intensità ma è Blockx ad avere ancora qualcosa in più nel momento decisivo: il belga chiude 6-3 e raggiunge per la prima volta in carriera gli ottavi di finale di uno Slam.
A raccontare meglio di qualsiasi analisi le difficoltà dell’azzurro sono state le sue parole dopo la partita. Cobolli ha ammesso di essersi sentito più contratto e stanco rispetto ai turni precedenti e di non aver avuto l’energia che un incontro di questa importanza avrebbe richiesto. Una sensazione diventata particolarmente evidente durante il terzo set, quando ha avvertito di avere ormai pochissimo da spendere in campo.
Il romano ha spiegato di essere arrivato probabilmente vicino al limite dopo tre settimane particolarmente dispendiose. Una situazione che potrebbe spingerlo anche a rivedere la programmazione futura: meno tornei ATP 250 e 500, eventualmente, per concentrare maggiormente energie e preparazione sui Masters 1000 e sugli Slam.
Nessun alibi, comunque, nei confronti di Blockx. Cobolli ha riconosciuto i meriti del belga, definendolo un giocatore dal potenziale ancora difficile da quantificare e complimentandosi con lui a rete dopo la sconfitta.
L’Italia resta aggrappata a Darderi
Il sabato di New York lascia dunque sentimenti opposti. Cobolli chiude uno US Open che sperava potesse portarlo molto più avanti, con la necessità ora di recuperare soprattutto energie fisiche e mentali. Darderi, invece, continua a correre e conferma i progressi su una superficie che fino a qualche tempo fa sembrava decisamente meno congeniale al suo tennis.
Soprattutto, Luciano tiene aperta la lunga striscia del tennis italiano nei Major: per il trentesimo Slam consecutivo ci sarà almeno un azzurro negli ottavi del singolare maschile. Per Darderi, New York non è ancora finita. Dopo una prestazione così convincente l’obiettivo non può essere semplicemente quello di accontentarsi della seconda settimana, ma ora il livello sale tremendamente: agli ottavi lo aspetta Alexander Zverev.