Un’ora scarsa, 59 minuti per la precisione, è bastata a Elina Svitolina per scrivere una delle pagine più nette di questo Australian Open 2026. L’ucraina domina e annichilisce Coco Gauff con un perentorio 6-1 6-2, conquistando la semifinale di Melbourne dove affronterà la numero uno del mondo Aryna Sabalenka.
Una partita senza storia, dove è andato in scena un autentico monologo di Svitolina, impeccabile per solidità e lucidità, ma anche agevolata da una Gauff apparsa irriconoscibile.
Gauff irriconoscibile, Svitolina perfetta
La prestazione dell’americana è stata tra le più opache della sua carriera recente: lontanissima dagli standard di una numero 3 del mondo. I numeri raccontano un pomeriggio da dimenticare: 5 doppi falli, 26 errori non forzati, appena 3 vincenti e soltanto due punti conquistati con la seconda di servizio. Un crollo progressivo, mentale prima ancora che tecnico, senza mai la capacità di interrompere un flusso negativo che l’ha travolta game dopo game.
Svitolina, dal canto suo, ha fatto esattamente ciò che una campionessa esperta deve fare in queste situazioni: pressione costante, poche sbavature, gestione perfetta dei momenti chiave. Il risultato è stato un match a senso unico, chiuso rapidamente e senza appello.
Ritorno in top 10 e semifinale storica
Con questo successo Elina Svitolina raggiunge per la prima volta la semifinale agli Australian Open dopo essersi fermata per tre volte ai quarti in passato. Un traguardo che vale doppio, perché le garantisce anche il ritorno imminente nella top 10 del ranking WTA, completando un percorso straordinario dopo lo stop per maternità.
“Non male, davvero niente male – ha sorriso Svitolina nell’intervista in campo –. Tornare in top 10 era il mio sogno dopo la pausa, ed è sempre stato il mio obiettivo”.
Chi è Elina Svitolina
Classe 1994, nata a Odessa, Svitolina è figlia di due sportivi e ha iniziato a giocare a tennis seguendo le orme del fratello. Da junior si è messa in luce vincendo il Roland Garros nel 2010 e raggiungendo la finale di Wimbledon due anni più tardi. Il primo titolo ITF arriva a 17 anni, quello WTA nel 2013 a Baku. Il punto più alto della carriera nel 2017, quando sale fino al numero 3 del mondo, miglior risultato di sempre per una tennista ucraina.
Fuori dal campo è sposata con Gaël Monfils, che ha annunciato il ritiro a fine stagione, ed è madre di una bambina.
“Sono una giocatrice migliore di prima”
In conferenza stampa, Svitolina ha sottolineato la sua evoluzione: “Mi sento una giocatrice migliore rispetto a sei o sette anni fa, ora ho anche l’esperienza. Nel tennis di oggi, con tante giovani aggressive, devi continuare a evolvere, trovare nuove soluzioni, migliorarti ogni settimana”.
E non manca il pensiero al suo Paese: “Ricevere il sostegno dei tifosi ucraini significa moltissimo per me. In un momento così difficile, sento di poter portare un po’ di luce a chi mi guarda da casa”.
Ora lo sguardo è tutto sulla semifinale contro Sabalenka, un ostacolo durissimo, ma con questa versione di Elina Svitolina, Melbourne è pronta a sognare ancora.