Jannik Sinner continua il suo percorso di crescita e lo fa con una prestazione di grande spessore nei quarti di finale, chiusi in tre set contro Ben Shelton, numero 8 del seeding. Una vittoria che conferma i progressi dell’azzurro e lo proietta ancora una volta tra i protagonisti del grande tennis.
«Ben sta migliorando anno dopo anno e dopo la off-season non sai mai che novità possano portare gli avversari, ma penso di aver offerto una grande prestazione», ha spiegato Sinner al termine del match. Uno dei temi chiave della sfida è stato il servizio mancino di Shelton, tra i più temuti del circuito: «Come faccio a rispondere ai suoi servizi? Direi istinto. Non sempre conta solo la potenza: a volte serve al corpo ed è un po’ più facile arrivare sulla palla. Il suo è un servizio diverso dagli altri, rispondere a Ben è una delle sfide più difficili. Anche sulla seconda ha molto spin e, giocando la sera, la palla rimbalza meno alta: questo mi ha aiutato».
Nel corso del torneo Sinner ha dovuto fare i conti anche con qualche difficoltà, ma il successo contro Luciano Darderi si è rivelato un punto di svolta: «Ho fatto un po’ di fatica, ma quella vittoria mi ha dato fiducia. Ora mi sento più forte fisicamente e sono felice di essere ancora in semifinale».
All’orizzonte c’è una sfida che vale una carriera: la quinta semifinale Slam contro Novak Djokovic. «Sono le partite per cui ci alleniamo ogni giorno. Per batterlo dovrò essere al meglio e in passato ho imparato lezioni importanti che mi hanno fatto crescere come persona e come giocatore», ha sottolineato l’altoatesino. «Spero sia una grande battaglia: lui sta giocando un tennis incredibile a 38 anni, sarà molto difficile».
Sinner ha poi allargato lo sguardo al quadro complessivo delle semifinali, che vedranno dall’altra parte del tabellone Carlos Alcaraz e Alexander Zverev: «Sono due grandi semifinali. Quando giochi nello stesso giorno del tuo rivale ti concentri soprattutto sulla tua routine. Dai un’occhiata al risultato, certo, ma affronti un avversario alla volta».