Carlos Alcaraz conquista il suo settimo Slam, quello che gli mancava. E attenzione, perché realizza il career Grande Slam vincendo tutti e quattro i tornei Slam. Niente male per un giovane giocatore di 22 anni. La finale, sulla carta inaspettata contro Djokovic, ha avuto in realtà un esito piuttosto chiaro. Perso il primo set lo spagnolo ha cambiato marcia ed andato avanti come un rullo compressore, portandosi due set a uno con relativa facilità .
Nel quarto set, è vero che il serbo ha avuto una palla break sul quattro pari, ma il match è finito poi come doveva finire, 7-5 per lo spagnolo. A conferma che è lui il giocatore più forte del circuito. Ho parlato di finale inaspettata. Ebbene, Djokovic in finale non se lo poteva immaginare nessuno. Sono convinto che neanche nel suo team pensassero potesse battere Sinner in semifinale, considerando gli ultimi precedenti con l’azzurro. E non voglio entrare nel merito dell’età del serbo, 39 anni quest’anno. Ma Nole è di un’altra pasta, parliamo del giocatore più forte di tutti i tempi. Capace di frantumare tutti i record immaginabili. Un vero Superman, un Highlander che viene dal passato: forte e indomito. Un guerriero, rappresentante di una specie di campioni indimenticabili, protagonisti di uno dei momenti più alti del tennis mondiale.
Alcaraz dunque si porta a casa gli Australian Open e allunga la distanza in classifica su Sinner. Diventa saldamente il numero uno del mondo. Per Jannik inizia ora un faticoso e difficile inseguimento. E lo spagnolo mi sembra ormai un giocatore che difficilmente avrà incidenti di percorso. Non credo concederà più partite contro giocatori di classifica inferiore. È lanciato a battere tutti i record. Il suo tennis non si discute, fisicamente neppure, mentre la sua capacità di gestione del match continua a migliorare. Lo si è visto bene contro Zverev, rimontando al quinto set, e poi in finale, contenendo un Djokovic scatenato nel quarto set. Se Sinner vorrà tornare numero uno, dovrà sbagliare nulla.
Sperando anche che questo match perso con Djokovic non lasci conseguenze emotive al nostro numero uno. Era una partita che sulla carta si doveva vincere, o quantomeno non perdere. È vero, il serbo ha giocato una grande partita, ma Jannik mi è sembrato meno aggressivo del solito, lasciando troppo spesso l’iniziativa a Djokovic. È anche vero che l’età a volte non conta, quando uno gioca bene, gioca bene. Però… però… al quinto set Jannik, in qualche maniera, avrebbe dovuto portare a casa il risultato. Peccato, considerando che nelle ultime quattro partite Sinner aveva sempre vinto.
Dispiace anche per Musetti. Sembrava davvero il suo torneo. Stava giocando un tennis straordinario. Nei quarti di finale si è ritirato contro Djokovic, per un problema muscolare alla coscia, mentre conduceva due set a zero e 1-3 nel terzo set. Le partite bisogna giocarle fino alla fine, è vero, e contro Djokovic non è mai finita. Ma resta una grande sfortuna quella di Lorenzo, che fino a quel momento aveva il match in mano. Certo, tra l’anno scorso e questo inizio d’anno sono forse troppi gli infortuni di Muso: bisognerà indagare per capirne le cause. Musetti, tra l’altro, notizia di oggi, rinuncerà alla trasferta sudamericana. Speriamo torni il prima possibile.
Un primo Slam che si conclude quindi con Alcaraz che conferma la sua posizione di leader e sembra non risentire dall’assenza di Ferrero. Un Djokovic che non molla mai e un po’ di sfortuna e amarezza per i nostri giocatori italiani. Che comunque, non dimentichiamolo, ci hanno abituato bene e confermano che siamo la nazione più forte del mondo.