Il dibattito sul GOAT (Greatest Of All Time) nel tennis maschile si riaccende ciclicamente, ma secondo Greg Rusedski inserire oggi Carlos Alcaraz in questo confronto è decisamente prematuro. L’ex numero uno britannico ha espresso una posizione netta, prendendo le distanze dalle recenti dichiarazioni di Patrick Mouratoglou, che aveva collocato Alcaraz e Jannik Sinner addirittura davanti al Big Three.
Alcaraz continua a bruciare tappe e record: l’ultimo in ordine di tempo è quello di più giovane tennista della storia a completare il Career Grand Slam, centrato con il trionfo all’ultimo Australian Open. Un risultato straordinario che conferma il talento generazionale del murciano. Tuttavia, per Rusedski, l’età – appena 22 anni – e il numero di Slam conquistati impongono prudenza prima di lanciarsi in paragoni storici.
“La distanza è ancora enorme”
Nel suo podcast Off Court Cuts, Rusedski è stato chiaro: “Includere ora Alcaraz nel dibattito sul GOAT è ridicolo. Ha vinto sette Slam ed è sulla strada giusta, ma per arrivare a 20 o più serve ancora moltissimo lavoro. Novak Djokovic ne ha vinti 24, Rafael Nadal 22 e Roger Federer 20: il divario è enorme”.
Secondo l’ex tennista britannico, anche uno scenario estremo non basterebbe a colmarlo nel breve periodo: “Anche vincendo tutti gli Slam di questa stagione arriverebbe a quota 10. Per toccare i 20 dovrebbe dominare per altri due anni e mezzo senza interruzioni”.
Perché Djokovic resta il punto di riferimento
A differenza di Mouratoglou, Rusedski ha motivato nel dettaglio la propria posizione, indicando criteri chiave come numeri, longevità e livello della concorrenza affrontata. Ed è qui che emerge la grandezza di Djokovic: “Novak è entrato nel circuito quando Federer e Nadal dominavano. Ha affrontato quella generazione senza timori, li ha sfidati alla pari e per un decennio ha dominato il tennis mondiale. I numeri non mentono”.
Un’analisi che mette l’accento non solo sui trofei, ma anche sul contesto storico e sulla qualità degli avversari, elementi che rendono il serbo – secondo Rusedski – il miglior giocatore di tutti i tempi.
Un’opinione condivisa da altre leggende
La posizione dell’ex numero uno britannico si allinea a quella di altri grandi del passato, come Boris Becker, che hanno criticato Mouratoglou per aver messo troppo in fretta in secondo piano tre autentiche icone di questo sport.
Il futuro, però, resta apertissimo. Se Alcaraz continuerà su questa traiettoria e il fisico lo assisterà, l’ingresso nel dibattito sul GOAT potrebbe diventare realtà, così come per Sinner. Per ora, però, la distanza in termini di Slam è ancora significativa.