Scintille, accuse incrociate e rapporti ormai ai minimi termini. La clamorosa eliminazione dell’Olanda al primo turno di Coppa Davis contro l’India ha fatto esplodere una frattura già evidente tra Tallon Griekspoor e Jesper De Jong. Il tutto proprio durante la settimana dell’ATP 500 di Rotterdam, torneo di casa che avrebbe dovuto celebrare il movimento neerlandese.
Per rendere l’idea del clima: sarebbe come vedere Jaume Munar criticare pubblicamente Carlos Alcaraz per un forfait con la Spagna, oppure Jannik Sinner attaccare Flavio Cobolli per una sconfitta contro il numero 465 del mondo. In Olanda è successo qualcosa di molto simile.
Le parole di Griekspoor prima della trasferta in India
La tensione era già palpabile prima ancora che la squadra volasse in India. Tallon Griekspoor aveva infatti annunciato la sua decisione di non prendere più parte alla competizione, puntando il dito contro la federazione.
Il numero uno olandese aveva dichiarato al portale NU.nl:
“Abbiamo sempre segnalato ciò che non ci piaceva e la federazione diceva di essere d’accordo, ma una settimana dopo faceva l’opposto. Non ascoltano i migliori giocatori. Non c’è un piano, non c’è comunicazione. Che ruolo ho ancora nella nazionale? Non dico che non giocherò mai più per il mio Paese. Sogno ancora di vincere la Coppa Davis, ma serve più professionalità. In queste condizioni non tornerò”.
Parole durissime che hanno inevitabilmente condizionato l’atmosfera.
La sconfitta con l’India e il crollo
L’Olanda si è presentata in India senza le sue due punte di diamante, Griekspoor e Botic van de Zandschulp, ma restava comunque favorita con Jesper De Jong e Guy Den Ouden (n.160 ATP) a guidare il team.
L’inizio era stato incoraggiante, grazie alla vittoria di Den Ouden su Sumit Nagal (n.270). Poi il tracollo: De Jong è stato sconfitto in due set (6-4 7-5) da Dhakshineswar Suresh, numero 465 del ranking ATP. Un ko pesantissimo che ha ribaltato l’inerzia della sfida.
La sconfitta nel doppio al super tie-break del terzo set ha avvicinato l’eliminazione. De Jong è riuscito a portare la sfida al quinto punto, ma un Suresh in stato di grazia ha superato anche Den Ouden, regalando all’India uno storico accesso al secondo turno dei Qualifiers nel nuovo formato introdotto nel 2019.
L’esplosione a Rotterdam
Mentre in Olanda montavano le critiche — e in molti iniziavano a dare ragione alle parole di Griekspoor — De Jong non ha avuto tempo per metabolizzare l’eliminazione: mercoledì era già in campo a Rotterdam, dove è stato battuto da Karen Khachanov.
Ma è in conferenza stampa che è arrivata la vera scossa. Non tanto per la sconfitta contro il russo, quanto per le dichiarazioni del connazionale:
“Non si dovrebbe parlare male del proprio Paese. È una mancanza di rispetto. In ogni caso non parlo con Tallon. Se qualcuno tratta così i suoi compagni, non ho nulla da dirgli”.
Parole nette, che lasciavano poco spazio alla diplomazia.
La replica al vetriolo di Griekspoor
La risposta non si è fatta attendere. Dopo la vittoria su Quentin Halys sempre a Rotterdam, Griekspoor ha replicato con toni ancora più accesi:
“Dice che sto denigrando il Paese, il che è un po’ sfacciato detto da qualcuno che ha perso contro il numero 500 del mondo. Se osa parlare così dopo la prestazione dello scorso weekend, forse dovrebbe prima guardarsi allo specchio”.
Uno scambio di accuse che certifica una frattura profonda e che non fa bene all’immagine del tennis olandese, proprio nella settimana in cui il Paese ospita uno degli ATP 500 più prestigiosi del circuito.
La sensazione è che questa sia soltanto la prima puntata di una vicenda destinata ad avere nuovi sviluppi. E difficilmente l’ultima parola è stata già scritta.