Matteo Berrettini ricomincia da Rio de Janeiro, da quella terra rossa che lo ha visto crescere e che oggi rappresenta molto più di una semplice tappa del calendario. Dopo il forfait all’Australian Open per i noti problemi agli addominali, il romano inaugura il suo 2026 proprio in Sudamerica, con la voglia di ritrovare ritmo e continuità.
“Mi sento bene, sono motivato. Fisicamente, tennisticamente e mentalmente posso stare meglio, ma fortunatamente ci sono tanti tornei davanti”, ha spiegato l’azzurro in un’intervista all’ATP. Parole che raccontano prudenza, ma anche consapevolezza: la strada per tornare al miglior livello è tracciata, e passa dalle partite.
Un legame speciale con Rio
Il Rio Open, ATP 500 in programma al Jockey Club Brasileiro (montepremi da 2.469.450 dollari), non è un torneo come gli altri per Berrettini. È una questione di radici. “Mia nonna è nata qui, una parte della mia famiglia vive ancora a Rio, ho tanti amici. Mi ha portato qui per la prima volta quando avevo dieci mesi. Sono tornato otto o nove volte: mi sento un po’ come a casa”.
Un legame che va oltre il tennis e che rende questa settimana ancora più significativa. Nei giorni scorsi il romano si è concesso anche una parentesi al Carnevale di Rio, come raccontato dai profili social del torneo, dove ha incontrato Carlo Ancelotti, attuale commissario tecnico della nazionale brasiliana di calcio. Un incrocio tra sport e spettacolo in una città che vive di passione.
La scelta della terra non è casuale
La decisione di giocare la stagione sudamericana sul rosso non è figlia dell’emergenza dopo il problema fisico di Melbourne. “Ho deciso di venire qui prima della fine della scorsa stagione”, ha chiarito Berrettini. “Sono cresciuto sulla terra, ho giocato fino ai 19 anni quasi esclusivamente su questa superficie. Non ho bisogno di molto tempo per adattarmi ai rimbalzi e alle scivolate”.
Buenos Aires, Santiago (dove si gioca in altura, condizioni che in passato gli hanno portato fortuna, come nel primo titolo ATP conquistato a Gstaad) e ora Rio: un percorso studiato per accumulare partite e fiducia. In Argentina, però, la condizione non è apparsa ancora brillante: l’eliminazione negli ottavi contro il ceco Vit Kopriva ha confermato che il rientro richiede pazienza.
“Una buona settimana qui significherebbe giocare partite, godermi il tempo in campo. So che serve tempo per tornare al miglior livello, ma so anche che più gioco e meglio gioco”.
L’esordio contro Barrios Vera
Oggi, martedì 17 febbraio, Berrettini debutta contro il cileno Marcelo Tomás Barrios Vera, numero 107 del ranking ATP, ripescato come lucky loser dopo il forfait di Lorenzo Sonego, che avrebbe dato vita a un derby tutto italiano. Il match aprirà il programma sul campo dedicato a Guga Kuerten dalle 20:30 italiane, con diretta su Sky Sport Tennis e streaming su Sky Go, NOW e Tennis TV.
Non ci sono precedenti tra i due, e l’assenza di riferimenti rende fondamentale l’approccio. Sulla carta l’azzurro parte favorito, ma la terra lenta di Rio potrebbe attenuare l’impatto del suo servizio e del dritto, le armi principali del suo tennis. Molto dipenderà dalla tenuta atletica e dalla risposta del fisico, in particolare degli addominali che negli ultimi anni ne hanno condizionato la continuità.
Berrettini dovrà prendere in mano lo scambio, imporre ritmo e non lasciare campo all’avversario. La sensazione è che, più del risultato in sé, conti il percorso: minuti nelle gambe, intensità ritrovata, fiducia che cresce punto dopo punto.