2 Marzo 2026

Giuseppe Canetti

Il nuovo best ranking parla chiaro, Federico Cinà sulla scia di Sinner e Musetti? Il profilo

Non solo Flavio Cobolli ad Acapulco e Luciano Darderi a Santiago. Il tennis maschile italiano continua a brillare anche sui “campi di periferia”, dove la scorsa settimana un giovanissimo rappresentante azzurro ha fatto registrare il suo primo titolo in carriera nel circuito cadetto. Ci riferiamo ovviamente a Federico Cinà, classe 2007 palermitano figlio di Francesco Cinà, lo storico ex coach di Roberta Vinci ed attuale guida del quasi 19enne. “Pallino” – così lo chiamano gli amici – si è aggiudicato il Challenger 75 in scena sul cemento di Pune. Lo ha fatto conducendo un percorso netto, poi sugellato con una vittoria combattutissima in finale.

Finale thriller a Pune – Federico, infatti, prima di alzare al cielo il trofeo ha dovuto annullare ben cinque match point al britannico Felix Gill: tutti nel dodicesimo game del terzo e decisivo set, che poi è riuscito a conquistare procurandosi così la chance di giocarsi tutto al tie-break. Scampato il pericolo, l’azzurro non ha tremato durante la mini-frazione cruciale. Anzi, ha alzato l’asticella in maniera considerevole incanalandosi sin da subito sui binari del successo. Alla fine, si è imposto per 7 punti ad 1 regalandosi la prima gioia col punteggio complessivo di 6-3, 5-7, 7-6.

Nei giorni precedenti, Cinà aveva raggiunto l’ultimo atto del torneo inanellando gli scalpi dei vari Kumasaka (6-1, 6-0), Shimizu (6-1, 6-4), Gray (6-4, 6-2) e Adjukovic (7-5, 6-2). Per lui, come già detto, si è trattato del primo titolo Challenger in carriera, dopo tre finali perse lo scorso anno, ma la sua bacheca annoverava già due trofei vinti a livello ITF.

Foto Instagram Cinà

A prescindere dalla bacheca, il giovane siciliano si era già guadagnato gli onori della cronaca grazie alle prime soddisfazioni tra i “grandi” all’inizio del 2025. Per la precisione, lo scorso anno Federico ha onorato al meglio le wild card concessegli ai Masters 1000 di Miami e Madrid raggiungendo il secondo turno in entrambi i casi. Poi, un’altra serie di buoni risultati gli ha consentito di disputare le qualificazioni dello US Open e di sfiorare l’ingresso nella top-200 della classifica mondiale. Top-200 che, proprio in virtù del successo a Pune, è oggi diventata realtà.

Ranking, Cinà è già nell’élite del tennis maschile italiano: gli ultimi aggiornamenti

Grazie alla vittoria di Pune, Cina ha infatti guadagnato 40 posizioni in classifica rompendo il muro della top-200 ed attestandosi alla piazza numero 183. Un exploit valsogli inoltre lo status di miglior tennista classe 2007 al mondo: a 18 anni e 11 mesi, Federico sembrerebbe essersi messo in scia dei suoi connazionali più blasonati.

A proposito di ciò, alla sua età Sinner e Musetti erano rispettivamente numeri 71 e 122 al mondo, mentre Fabio Fognini era 276, Andreas Seppi 353, Cobolli 639, Darderi 940, Matteo Arnaldi 1281 e Matteo Berrettini 1420. Insomma solo Jannik e Lorenzo erano più avanti del giovane figlio d’arte. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Il bagaglio di spessore e la “sfida” mentale: chi è Federico Cinà

Dove sarà capace di spingersi Cinà soltanto il tempo – o meglio, il campo – potrà raccontarlo. Quel che è certo, intanto, è che il ragazzo ha dimostrato di avere le stigmate del campione. Per quanto riguarda il versante tecnico-tattico, ad esempio, il bagaglio è già di grande spessore: Federico predilige comandare gli scambi dal fondo sfoderando colpi piatti e potenti. È dotato di un rovescio solido, con cui spesso riesce a sorprendere gli avversari trovando angoli stretti. Regolarità ma anche fantasia: l’azzurro non disdegna uscire dal suo spartito classico, cimentandosi regolarmente in variazioni come smorzate e discese a rete. In più, è dotato di una buona freddezza nei momenti decisivi, aspetto che può solo migliorare con l’aumentare dell’esperienza e se continuerà a seguire i preziosi consigli del padre.

Lo stesso Francesco, ne siamo sicuri, manterrà il focus sull’aspetto mentale ancora per un bel po’, cercando di proteggere e forgiare Federico nel modo migliore possibile. Finora ci è riuscito definendo una programmazione (prevalentemente) lontana dalla luce dei riflettori che avrebbe potuto infondergli eccessiva pressione. Una scelta saggissima (specialmente in tempi in cui il clamore mediatico può fare più danni che altro), ma è adesso che viene il difficile…