15 Marzo 2026

Stefano Cagelli

Indian Wells, Medvedev rinasce con il nuovo coach: la sfida a Sinner passa anche dalla rivoluzione tecnica

Daniil Medvedev torna a respirare aria di grande tennis e lo fa nel palcoscenico di uno dei tornei più prestigiosi del circuito. Il russo gioca oggi la finale del Masters 1000 di Indian Wells contro Jannik Sinner, dopo aver firmato una delle vittorie più pesanti della stagione: il successo in semifinale contro il numero uno del mondo Carlos Alcaraz, battuto 6-3 7-6(3) e fermato dopo una striscia di 16 vittorie consecutive.

Una rinascita che non arriva per caso. Dietro il ritorno ai vertici dell’ex numero uno del mondo c’è anche un cambio profondo nel suo team, una scelta presa dopo anni di collaborazione con Gilles Cervara e che oggi sembra già dare i suoi frutti.


Il nuovo coach: Thomas Johansson

Dopo aver interrotto nel 2025 la lunga partnership con Gilles Cervara – iniziata nel 2017 e culminata con il trionfo agli US Open 2021 e la vetta del ranking ATP – Medvedev ha deciso di cambiare radicalmente la sua struttura tecnica.

Il russo ha scelto di affidarsi allo svedese Thomas Johansson, campione degli Australian Open 2002 ed ex top 10 mondiale, affiancato anche dal coach Rohan Goetzke. Johansson è una figura molto rispettata nel circuito anche per la sua carriera da allenatore: ha lavorato con giocatori come David Goffin, Sorana Cirstea e Kei Nishikori, portando spesso i suoi atleti a risultati importanti nei tornei del Grande Slam.

Per Medvedev la scelta non è stata tanto una critica al lavoro di Cervara, quanto la necessità di rinnovarsi dopo anni nello stesso contesto. Lo stesso russo ha spiegato che “a volte bisogna cambiare coach ogni qualche anno”, sottolineando come la nuova collaborazione sia “diversa ma stia funzionando molto bene”.


Cosa sta cambiando nel gioco di Medvedev

Il DNA tennistico del russo resta quello che lo ha reso uno dei giocatori più difficili da affrontare del circuito: difesa straordinaria, ritmo da fondo campo e capacità di trasformare gli scambi lunghi in una trappola per gli avversari.

Il lavoro con Johansson però sta introducendo alcune novità:

  • Maggiore aggressività nelle fasi offensive, per non limitarsi solo al contrattacco.

  • Sviluppo di alcuni colpi chiave, in particolare nel gioco da fondo e nelle soluzioni per chiudere il punto.

  • Nuove soluzioni tattiche per adattarsi alla generazione più giovane, rappresentata soprattutto da Alcaraz e Sinner.

Medvedev stesso ha spiegato di aver cercato qualcosa di “diverso” rispetto agli anni precedenti, trovando nel nuovo team stimoli tecnici e mentali che gli mancavano.


La prova del campo: la vittoria su Alcaraz

I risultati sembrano confermare il percorso intrapreso. La semifinale di Indian Wells è stata forse la miglior partita del russo negli ultimi anni: solido al servizio, lucidissimo nei momenti chiave e capace di vincere un tie-break decisivo con grande autorità.

La vittoria contro Alcaraz non solo gli ha garantito l’accesso alla finale, ma ha anche rappresentato un segnale forte: Medvedev può ancora competere con i dominatori della nuova generazione.


La finale con Sinner: test definitivo della rinascita

Ora l’ultimo ostacolo è Jannik Sinner, contro il quale ha perso otto degli ultimi nove scontri diretti. L’azzurro arriva all’atto conclusivo dopo aver battuto Alexander Zverev senza perdere set in tutto il torneo.

Per Medvedev la finale di Indian Wells non è soltanto una partita per il titolo: è la prova che la rivoluzione iniziata dopo l’addio a Cervara sta davvero riportandolo ai livelli che lo avevano portato a essere uno dei protagonisti assoluti del tennis mondiale.

Se il russo riuscirà a battere anche Sinner, il messaggio al circuito sarà chiarissimo: Daniil Medvedev è tornato, e il nuovo corso con Thomas Johansson potrebbe essere solo all’inizio.