Sinner sfida Fonseca a Indian Wells

22 Marzo 2026

Stefano Cagelli

La riflessione di Sinner: “Sciare mi ha dato tanto a livello mentale, lì se sbagli ti fai male”

Dopo un debutto convincente al Miami Open 2026, Jannik Sinner torna a far parlare di sé non solo per i risultati, ma per una mentalità sempre più orientata alla crescita continua. Il numero uno italiano ha superato in appena 70 minuti Damir Džumhur al secondo turno, allungando la sua striscia positiva nei tornei Masters 1000 e mettendo a tacere le prime critiche legate all’inizio di stagione.

Vittoria solida e segnali incoraggianti

Sul cemento della Miami Open, Sinner ha mostrato un tennis aggressivo e concreto, ottenendo break decisivi fin dalle prime battute. Una prestazione che conferma il buon momento dell’altoatesino, reduce da settimane in cui aveva già dimostrato segnali di crescita.

“Era importante questo momento di transizione nel mio gioco”, ha spiegato in conferenza stampa. “Sto cercando di fare uno sforzo per migliorare, anche se non sempre è semplice. Oggi le cose sono andate bene, ma ci sono stati anche errori: l’importante era applicare gli aggiustamenti dopo Indian Wells”.

Sinner ha poi raccontato il suo approccio metodico alla preparazione dei match: analisi video, studio delle abitudini degli avversari e capacità di adattarsi rapidamente alle condizioni. “Guardo sempre alcuni clip recenti per capire cosa può funzionare contro di loro. Džumhur è molto talentuoso, ha grande sensibilità, quindi ho cercato di muoverlo e testare le sue risposte”.

“Pronto a cambiare tutto, anche ciò che funziona”

Uno dei passaggi più interessanti riguarda la sua disponibilità a modificare anche aspetti già efficaci del proprio gioco. Una dichiarazione che conferma l’ossessione positiva del classe 2001 per il miglioramento continuo. “Sono disposto a cambiare anche colpi che già funzionano. Voglio trovare la miglior versione possibile di me stesso. Ma bisogna farlo senza perdere la propria identità: per fortuna ho un team molto onesto che mi guida”.

La striscia di 24 set consecutivi vinti nei Masters 1000 è un dato che impressiona, ma Sinner mantiene i piedi per terra. “I punteggi spesso ingannano. Io penso solo a evolvermi e a mettermi nelle condizioni di giocare più partite possibili. Tratto ogni avversario allo stesso modo: ciò che conta è sentirmi a mio agio in campo”.

Il paragone con lo sci: una lezione mentale

Curiosa anche la riflessione sul passato da sciatore, tirata in ballo parlando della giovane austriaca Lilli Tagger. “Sciare mi ha dato tanto a livello mentale, più che equilibrio in campo. Lì c’è il rischio di farsi male, mentre nel tennis al massimo perdi una partita. È una differenza enorme”.

Infine, lo sguardo è rivolto al presente e ai prossimi appuntamenti della stagione, senza ossessioni legate al ranking. “So qual è la mia situazione, ma tutto quello che arriverà fino a Roma sarà positivo. Anche una sconfitta al primo turno non cambierebbe nulla. Il processo è la cosa più importante, il ranking sarà solo una conseguenza”.