L’azzurro ha raggiunto quota 29 trofei ATP: dai primi passi a Sofia fino a Roma 2026, la parabola vincente di un campione in piena ascesa.
A 25 anni ancora da compiere, Jannik Sinner ha già scritto pagine indelebili del tennis italiano. Con 29 titoli in carriera, quattro Slam e due ATP Finals, l’altoatesino è oggi più che mai una certezza nel panorama mondiale. Da Sofia 2020 a Roma 2026, la sua crescita è stata costante, metodica e, per certi versi, inesorabile.
L’inizio: il primo sorriso a Sofia
Era il novembre del 2020 quando un ragazzo dai capelli rossi, con l’aria timida ma lo sguardo feroce, conquistava il suo primo titolo ATP.
Sul cemento indoor di Sofia, Sinner superava Vasek Pospisil in tre set (6-4, 3-6, 7-6) e diventava il primo tennista italiano nato negli anni 2000 a vincere un torneo del circuito maggiore.
Quel trofeo, all’epoca, sembrava solo una promessa. Oggi possiamo dire che fu l’inizio di un’era.
2021, l’anno della conferma: quattro titoli e una nuova consapevolezza
Il 2021 è l’anno dell’esplosione. A soli 20 anni, Sinner chiude la stagione con quattro titoli: Melbourne, Washington, Sofia e Anversa.
Vittorie diverse, superfici diverse, ma un denominatore comune — la freddezza. A Washington, primo ATP 500 della carriera, Sinner mostra di saper soffrire e vincere anche nelle giornate storte.
In pochi mesi, l’Italia scopre di avere non solo un talento, ma un campione vero.
2022, una pausa apparente
Nel 2022 arriva un solo titolo, ma di grande peso. A Umago, su terra rossa, Sinner sconfigge Carlos Alcaraz in finale, rimontandolo con autorità.
È la prima dimostrazione di forza contro il suo grande rivale generazionale.
Una vittoria che segna un punto di svolta: da lì in avanti, Jannik impara a dominare anche su quella superficie che fino a poco tempo prima sembrava ostica.
2023, la svolta definitiva
Il 2023 è l’anno della consacrazione internazionale.
Sinner conquista quattro trofei: Montpellier, Toronto (il primo Masters 1000 della carriera), Pechino e Vienna.
Il successo in Canada contro De Minaur, in particolare, lo catapulta nella top 5 del ranking mondiale.
A Pechino e Vienna, invece, sconfigge due volte Daniil Medvedev in finale, imponendosi come il rivale più credibile dei “big” del circuito.
2024, l’anno perfetto
Se il 2023 lo aveva consacrato, il 2024 lo ha trasformato in un dominatore.
Otto titoli complessivi, primo Slam all’Australian Open, conferma allo US Open e infine il trionfo alle ATP Finals di Torino davanti al pubblico di casa.
In Australia, Sinner rimonta Medvedev da due set sotto e scrive la storia: è il primo italiano a vincere un Major dopo quasi mezzo secolo.
A fine stagione, chiude da numero uno del mondo, un traguardo che fino a pochi anni prima sembrava un sogno lontano. Ci rimarrà per 65 settimane consecutive.
2025, Wimbledon e la completezza
Nel 2025 un altro Australian Open e poi, il capolavoro: Wimbledon 2025.
Sul Centre Court di Londra, Sinner batte di nuovo Alcaraz in quattro set e alza il trofeo più prestigioso dell’erba.
È il ventesimo titolo della carriera, il quarto Slam, ma soprattutto il sigillo che lo consacra come campione universale. Hard, terra, erba: non esistono più confini per il suo tennis. Dopo il trionfo all’Atp 500 di Pechino, il ventiduesimo titolo arriva a Vienna, il ventitreesimo al Rolex Paris Masters e il trionfo numero 24 di nuovo alle Atp Finals di Torino.
2026, a Roma completa il Golden Masters
Il primo, grande successo del 2026 arriva sul cemento di Indian Wells, dove Sinner conquista il sesto titolo Masters 1000, completando la conquista di tutti e sei i titoli di categoria sul duro, impattando il record di Roger Federer e Novak Djokovic. Pochi giorni dopo, il capolavoro: grazie al trionfo al Miami Open, Jannik diventa l’ottavo tennista nella storia a completare il Sunshine Double, il primo a farlo senza perdere neppure un set nei due tornei. Come se non bastasse, Sinner si conferma pochi giorni dopo a Montecarlo, Madrid e Roma: titolo numero 29, decimo “mille”, sesto consecutivo, Golden Masters conquistato. Mai nessuno come lui.