Alcaraz in conferenza stampa a Barcellona

14 Aprile 2026

Stefano Cagelli

Alcaraz, l’ammirazione per Sinner e la corsa alla vetta del ranking: le sue parole

Il duello tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner continua ad accendere il tennis mondiale. Alla vigilia del suo debutto al Barcelona Open 2026, lo spagnolo ha parlato apertamente della rivalità con l’azzurro, tra ambizioni di ranking, rispetto reciproco e voglia di crescita.

Obiettivo numero uno: Barcellona decisiva

Dopo la sconfitta nella finale del Masters 1000 di Montecarlo, proprio contro Sinner, Alcaraz ha perso la vetta del ranking ATP. Ma la situazione potrebbe ribaltarsi già questa settimana.

Lo spagnolo è stato chiaro: vincere a Barcellona significherebbe tornare numero uno del mondo. Una motivazione importante, ma non l’unica.

“La lotta con Jannik per il numero uno è molto bella e sicuramente è uno stimolo in più. Ma il mio obiettivo principale resta migliorare ogni giorno”.

Una rivalità che fa crescere entrambi

Alcaraz ha sottolineato come Sinner rappresenti oggi il principale punto di riferimento nel circuito:

“È il giocatore che mi spinge a migliorare, mi fa capire i miei punti deboli e su cosa lavorare”.

Parole che confermano come la loro rivalità non sia solo spettacolo, ma anche un motore di evoluzione tecnica e mentale per entrambi.

Nonostante la competizione serrata, il rapporto tra i due resta solido:

“Abbiamo una buona relazione, anche se non usciamo insieme. C’è grande rispetto reciproco”.

Alcaraz ha raccontato anche un episodio curioso, osservando Sinner tuffarsi in piscina il giorno prima:

“Mi sono fermato a guardarlo. Quello che provo per lui è ammirazione”.

Con sincerità, Alcaraz ha ammesso che l’assenza di Sinner dal torneo catalano rappresenta anche un piccolo vantaggio:

“Non dirò di no: è uno che mi rende migliore. Ma ogni tanto è anche positivo non averlo nello stesso torneo”.

Una dichiarazione che riflette il livello altissimo della competizione tra i due.

La gestione delle emozioni

Lo spagnolo ha poi affrontato un tema delicato: il controllo emotivo durante i match, facendo riferimento anche a episodi recenti:

“In campo a volte dici cose senza pensarci. La gestione delle emozioni è una delle sfide più difficili”.

Alcaraz ha ammesso come la stanchezza mentale, soprattutto nei tornei più intensi, possa influire sulle prestazioni nei momenti decisivi.

Dopo la sconfitta contro Sinner, il lavoro con il team è stato immediato:

“Non si tratta di grandi cambiamenti, ma di piccoli dettagli che fanno la differenza”.

Un processo continuo, fatto di analisi e aggiustamenti, che conferma la mentalità da campione dello spagnolo.

Terra battuta, una lunga maratona

Con l’inizio della stagione sulla terra, Alcaraz predica prudenza:

“Bisogna andare giorno per giorno, ascoltare il corpo e prendere le decisioni giuste”.

L’obiettivo è arrivare al top della condizione nei tornei chiave, evitando i problemi fisici che lo avevano frenato nella finale dello scorso anno a Barcellona.

Infine, Alcaraz ha speso parole importanti per i progressi dell’italiano su una superficie storicamente meno favorevole:

“Mi fa piacere vederlo migliorare anche sulla terra. Sta facendo passi da gigante”.

E sulla loro rivalità, nessun dubbio:

“Quando giochiamo uno contro l’altro, non c’è mai un favorito. Non importa la superficie”.