Dopo mesi complicati e risultati lontani dagli standard a cui aveva abituato il circuito, Iga Swiatek ha deciso di voltare pagina. La scelta di affidarsi a Francisco Roig, storico collaboratore di Rafael Nadal, non è solo un cambio tecnico: è un segnale chiaro, quasi simbolico, di una nuova direzione.
L’inizio di stagione 2026 della polacca è stato al di sotto delle aspettative, con uscite premature in tornei importanti come Australian Open, Doha, Indian Wells e Miami. Una fase difficile che ha portato alla separazione da Wim Fissette e alla ricerca di nuove idee e stimoli.
In questo contesto nasce la collaborazione con Roig, un allenatore con un bagaglio tecnico enorme e soprattutto una profonda esperienza sulla terra battuta, superficie dove Swiatek ha costruito gran parte del suo dominio.
La scelta: identità e visione condivisa
Non è una decisione casuale. Swiatek ha sottolineato come Roig “condivida la sua visione di gioco”, un elemento chiave nella costruzione di questo nuovo rapporto.
L’obiettivo è chiaro: tornare alle origini del suo tennis, fatto di intensità, topspin e dominio da fondo campo, caratteristiche che richiamano proprio il modello Nadal. Non a caso, la preparazione è passata anche dalla Rafa Nadal Academy di Maiorca, dove la polacca ha potuto allenarsi a stretto contatto con lo spagnolo. Un’esperienza che lei stessa ha definito estremamente motivante, quasi una “spinta folle” in vista della stagione su terra.
I primi segnali sono incoraggianti. All’esordio nel WTA di Stoccarda, Swiatek ha ottenuto una vittoria convincente contro Laura Siegemund, mostrando solidità e segnali positivi già nelle prime fasi del lavoro con il nuovo coach. Durante il match, il dialogo continuo con Roig – anche solo attraverso gesti e feedback visivi – ha evidenziato una connessione immediata, fatta di fiducia e comprensione tecnica.
Più di un coach: un ponte con Nadal e l’amata terra rossa
La figura di Roig rappresenta anche un collegamento diretto con l’eredità di Nadal: disciplina, gestione dei momenti difficili e mentalità vincente. Non è un caso che Swiatek abbia cercato proprio quel tipo di influenza, soprattutto dopo un periodo in cui la fiducia sembrava vacillare.
Questa collaborazione porta con sé anche un messaggio: per tornare al vertice, non basta cambiare, bisogna farlo con una direzione precisa. Il vero banco di prova sarà la stagione su terra battuta, con il Roland Garros come obiettivo principale. Swiatek ha già dimostrato di poter dominare a Parigi, e proprio per questo la scelta di Roig appare perfettamente mirata.
Se il progetto funzionerà, potremmo assistere a una versione ancora più completa della polacca: tecnicamente raffinata, ma soprattutto ritrovata mentalmente.