17 Aprile 2026

Stefano Cagelli

Cobolli: “Sinner ci toglie pressione”. E l’Italia del tennis continua a volare

Flavio Cobolli è impegnato questa settimana all’ATP 500 di Monaco e ha raggiunto i quarti di finale dove sfiderà il ceco Kopriva, confermando la solidità di una stagione già impreziosita dal titolo di Acapulco.

Ma più dei risultati personali, è il contesto a fare la differenza. Il tennis italiano sta vivendo un momento straordinario e, secondo Cobolli, gran parte del merito passa da Jannik Sinner.

“Con Jannik abbiamo qualcuno che vince un torneo quasi ogni settimana”, ha dichiarato a Eurosport Germania. Una frase che fotografa perfettamente l’impatto del numero uno azzurro, capace non solo di accumulare successi, ma anche di alleggerire la pressione su tutto il movimento.

Successo diventato normalità

L’effetto collaterale, però, è un innalzamento delle aspettative visto che “arrivare ai quarti di finale di uno Slam, oggi, rischia quasi di passare inosservato in Italia”.

Un paradosso figlio dei trionfi recenti, come le tre Coppe Davis consecutive e l’esplosione di una generazione sempre più competitiva. “È un peccato che certi risultati vengano considerati normali”, sottolinea, pur ribadendo l’orgoglio per un periodo storico così favorevole.

Il peso (positivo) della Davis

Tra i ricordi più intensi resta proprio la Coppa Davis, diventata una sorta di rituale personale. Cobolli ha confessato di riguardare ogni sera, prima dei match, i momenti più emozionanti di quella cavalcata.

“Mi vengono ancora i brividi. Abbiamo scritto la storia”, racconta, citando anche la presenza di Matteo Berrettini in quella squadra diventata iconica.

Con la stagione sulla terra entrata nel vivo, Cobolli si sente ora nel suo habitat naturale: “Sono cresciuto su questa superficie, è qui che esprimo il mio miglior tennis”.

E lo sguardo resta proiettato in avanti, con un obiettivo chiaro: continuare a migliorare. Magari seguendo proprio l’esempio di Sinner, punto di riferimento di un’Italia che non vuole più smettere di vincere.