Al Barcelona Open 2026 il protagonista di giornata parla italiano. Lorenzo Musetti si prende la scena nel giovedì catalano, conquistando l’accesso ai quarti di finale per la prima volta dal 2023 e, soprattutto, ritrovando segnali molto incoraggianti dopo settimane complicate sul piano fisico.
Il carrarino ha superato un test insidioso contro Corentin Moutet, al termine di un match tutt’altro che banale, condizionato anche dal vento. “È stata una partita interessante e divertente, ma non semplice – ha spiegato in conferenza stampa –. Le condizioni erano irregolari e contro un giocatore così devi restare sempre concentrato, anche perché può sorprendere in ogni momento”.
Musetti ha sottolineato quanto il francese sia dispendioso da affrontare, sia mentalmente che fisicamente: “Ti costringe a stare sempre allerta, consuma tante energie. Ma lo conoscevo e sapevo come gestire la partita”.
Condizione in crescita e nuove ambizioni
Dopo un avvio di stagione rallentato dagli acciacchi, il numero uno azzurro del tabellone sembra in netta ripresa: “Ogni giorno mi sento meglio, non solo tecnicamente ma anche fisicamente e mentalmente. Mi era mancata la lotta, la capacità di soffrire in campo. Ora sto ritrovando tutto questo”.
Un progresso che arriva nel momento chiave del torneo, reso ancora più aperto dal forfait di Carlos Alcaraz, costretto al ritiro per un problema al polso. Senza il principale favorito, il nome di Musetti entra di diritto tra i candidati al titolo, anche se lui predica cautela: “Mi dispiace per Carlos, voglio sempre affrontare i migliori. Il tabellone si è aperto, ma devo pensare solo al mio gioco”. Il prossimo ostacolo sarà il francese Arthur Fils.
Il giudizio su Jodar: “Mentalità da professionista”
Tra i temi più interessanti emersi dalla conferenza c’è anche lo sguardo sul futuro del tennis. Musetti ha raccontato di aver condiviso alcune sessioni di allenamento con il giovane talento spagnolo Rafael Jodar, spendendo parole molto significative: “È un ragazzo serio, lavora bene e ha una mentalità professionale. Questo è un grande vantaggio per il suo futuro”.
Dal punto di vista tecnico, l’azzurro ne apprezza l’indole offensiva: “Mi piace come gioca, è molto aggressivo già in risposta. Ha colpi solidi da entrambe le parti, con un rovescio molto naturale. Colpisce forte nonostante sia giovane”.
Nuova generazione: più potenza e aggressività
Jodar non è l’unico nome citato. Musetti ha inserito nello stesso discorso anche prospetti come Martin Landaluce, Joao Fonseca e Jakub Mensik, evidenziando una chiara evoluzione del gioco: “Il tennis moderno sta andando in una direzione precisa: i giovani sono sempre più aggressivi fin dall’inizio dello scambio. Non è più il classico stile da terra battuta, fatto solo di rotazioni e costruzione. Le nuove generazioni cercano subito di comandare”.