Arthur Fils

19 Aprile 2026

Federico Vincenti

Rafa Jodar, più Alcaraz o più Sinner? L’opinione di Arthur Fils, che ci ha giocato contro

Arthur Fils continua la sua crescita nel circuito ATP e lo dimostra con una settimana di alto livello al Barcelona Open 2026, torneo in cui ha centrato la finale al termine di un percorso solido e ricco di adattamenti tattici. Ma oltre al risultato, a colpire sono state soprattutto le sue dichiarazioni su Rafael Jódar, uno dei prospetti più interessanti del tennis spagnolo.

Una semifinale intensa e il paragone per Jodar

Il match contro Jódar è stato tutt’altro che semplice, come ha ammesso lo stesso Fils in conferenza stampa:

“È stata una partita molto dura. Ho giocato bene, ma lui è davvero molto, molto forte. Per una volta mi ha superato nel ritmo. Gli auguro un grande futuro”.

Parole che pesano, soprattutto considerando il momento di forma del francese e il livello espresso durante tutta la settimana.

Fils ha raccontato con lucidità il momento di svolta del match, arrivato a metà del secondo set dopo un avvio complicato:

“All’inizio restavo troppo nella mia diagonale, pensando che avrebbe sbagliato, ma colpiva molto bene e mi metteva in difficoltà. Ho dovuto cambiare tattica: l’ho mosso di più, ho usato il dritto e il rovescio lungolinea. Quello ha cambiato la partita”.

Un aggiustamento decisivo che gli ha permesso di ribaltare l’inerzia e prendere il controllo del confronto.

Uno degli aspetti più evidenti del Fils visto a Barcellona è la maturità nella gestione dei momenti chiave:

“Perdere il primo set non è un problema. Hai ancora due set per vincere. Cerco di non sprecare energie con le emozioni: niente grandi esultanze, si resta concentrati e si torna al lavoro”.

Un approccio che riflette una crescita non solo tecnica, ma anche mentale, frutto di una pianificazione più attenta rispetto al passato.

La dichiarazione più interessante riguarda però il confronto tra Jódar e i big del circuito. Fils non ha avuto dubbi:

“Se devo fare un paragone, direi che somiglia più a Sinner. È molto solido da fondo campo, su entrambi i lati. Alcaraz è diverso, può cambiare tante cose durante il match ed è già campione da anni”.

Un’investitura significativa per il giovane madrileno, accostato a uno dei giocatori più completi e continui del circuito.


Ora la sfida con Andrey Rublev

In finale, Fils affronterà Andrey Rublev, avversario che conosce bene:

“È sempre dura contro di lui. Abbiamo avuto grandi battaglie. Non sarà facile, ma non vedo l’ora: sarà una bella partita”.

Nonostante l’avvicinarsi della stagione clou sulla terra battuta, il francese mantiene i piedi per terra:

“Ora siamo a Barcellona, poi Madrid, Roma, Amburgo e infine Roland Garros. Ma per il momento penso solo alla finale”.

Con l’ingresso tra i primi 30 del mondo ormai assicurato, Fils si presenta come uno dei nomi più interessanti in vista dei prossimi mesi.