21 Aprile 2026

Stefano Cagelli

Sinner a Madrid, l’appuntamento con la storia che ha fugato i dubbi della vigilia

Il Mutua Madrid Open 2026 potrebbe diventare il teatro di un’impresa per Jannik Sinner, che arriva nella capitale spagnola con un obiettivo che va oltre la conquista stessa del titolo: entrare nella storia del tennis con un record mai realizzato prima. Il numero uno del mondo, infatti, ha la possibilità di vincere il quinto torneo consecutivo di categoria ATP Masters 1000, un traguardo che nemmeno leggende come Rafael Nadal e Novak Djokovic sono riuscite a raggiungere.

Un’occasione irripetibile dietro la scelta di Madrid

A 24 anni, Sinner si trova davanti a una di quelle opportunità che possono definire una carriera. In palio non c’è solo un trofeo, ma un posto nell’elite assoluta di questo sport. In un tennis sempre più competitivo, con la rivalità con Carlos Alcaraz a monopolizzare il circuito e nuove generazioni pronte a emergere, infilare cinque Masters 1000 consecutivi rappresenterebbe un segnale di dominio rarissimo.

Motivo per il quale diventa assolutamente comprensibile la scelta di sbarcare nella capitale spagnola, a dispetto di alcuni dubbi della vigilia. E, diciamolo senza ipocrisia, l’assenza dello stesso Alcaraz giustifica ancora di più questa decisione. Se diamo per assodato che le possibilità di vittoria di uno dei due in un torneo a cui sono iscritti entrambi si aggirano intorno al 90% (l’ultima vittoria di un terzo nome risale ad aprile 2024), con il murciano fuori dai giochi le chance di Sinner salgono almeno dal 40 all’80%.

Ciò non significa che vincerà automaticamente, ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Anche perché, oltre al record sopra citato, va ricordato che l’altoatesino ha messo in bacheca già sette dei nove titoli Masters 1000 e gli unici due che gli mancano sono proprio Madrid e Roma. Se riuscirà a conquistate il trofeo alla Caja Magica, è facile immaginare che nei prossimi anni la sua presenza qui sarà molto meno frequente, cosa che non vale per il Foro Italico, dove lo vedremo in campo ancora in molte occasioni.

Quando Nadal e Djokovic si fermarono a quattro

La storia recente dimostra quanto sia difficile completare questo “repoker”. Nel 2013, Nadal conquistò Madrid, Roma, Canada e Cincinnati, esprimendo un tennis straordinario. Arrivato a Shanghai con la possibilità di chiudere il cerchio, si arrese a Juan Martín del Potro, vedendo sfumare il quinto titolo consecutivo. Djokovic, invece, ci è andato vicino più volte. Tra il 2013 e il 2014 infilò successi a Shanghai, Parigi, Indian Wells e Miami, mostrando una continuità impressionante. Ma il sogno si infranse a Montecarlo, dove fu fermato da Federer.

Ancora più clamoroso quanto accadde tra il 2014 e il 2015: il serbo dominò tra Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo, ma decise di saltare Madrid, interrompendo volontariamente la striscia per gestire le energie. Una scelta che evidenzia quanto sia logorante mantenere quel livello per così tanto tempo. Nel 2016, infine, Djokovic tornò a sfiorare l’impresa, salvo inciampare in una sorprendente sconfitta all’esordio a Montecarlo contro Jiri Vesely.