Ritmo ritrovato, fiducia in crescita e la certezza che il lavoro prima o poi paga. Lorenzo Musetti si presenta al Masters 1000 di Madrid con sensazioni più solide rispetto a qualche settimana fa, dopo il rientro complicato seguito a oltre due mesi senza partite.
La tappa di Barcellona ha segnato un primo passo avanti concreto. “È stata una buona settimana – ha spiegato l’azzurro -. Avevo bisogno di giocare partite di livello, mi mancavano. Questo mi aiuta ad arrivare qui con più fiducia, sia nel fisico che nella testa”.
Il riferimento è anche alle difficoltà incontrate a Monte-Carlo, dove il ritorno sulla terra rossa si è rivelato più duro del previsto. “Rientrare senza match nelle gambe non è stato semplice. Ho dovuto adattarmi e accettare che ci sarebbero stati momenti complicati”.
Madrid, però, è un’altra storia. L’altura della Caja Mágica cambia le regole, con la palla più veloce, rimbalzi più alti, sensazioni diverse fin dai primi scambi. “Qui si avverte subito che le condizioni sono particolari. La palla – sottolinea – esce più veloce dalla racchetta e bisogna prendere degli accorgimenti. Ma è qualcosa a cui siamo abituati: ogni settimana cambia tutto e dobbiamo farci trovare pronti”.
Un contesto che può mettere in difficoltà soprattutto in risposta, fondamentale delicato per il carrarino contro i grandi battitori. “Quando devo rispondere a servizi molto potenti sul rovescio – evidenzia – non è facile trovare ritmo e forza. Però, nel complesso, vedo più aspetti positivi che negativi”.
Fiducia e prospettive
La chiave, oggi, è la continuità. Musetti insiste sul lavoro svolto lontano dai riflettori: “Mi sono allenato molto bene ed è la cosa più importante. So che i risultati arriveranno”. All’esordio affronterà uno tra Hubert Hurkacz e Nuno Borges Faria, subito un test significativo per misurare ambizioni e condizione. Madrid resta un torneo speciale per lui e può rappresentare un punto di svolta della stagione.