23 Aprile 2026

Stefano Minnucci

Roma Garden, Vavassori vola ai quarti: “Il singolare mi aiuta a crescere”

Al Garden Roma, il Challenger capitolino che precede gli Internazionali, Andrea Vavassori si prende i quarti di finale in singolare battendo il serbo Laslo Djere, ex numero 27 del mondo, avversario ostico. Un risultato che conferma il suo livello sempre più solido anche in singolare.

Incontriamo Andrea subito dopo la vittoria per 6-3 6-4, in un pomeriggio assolato di fine aprile, all’interno dell’affascinante cornice del Parco degli Acquedotti. “Non ho obiettivi a medio-lungo termine in singolare”, ci racconta con la sua consueta lucidità. “Lo gioco perché mi diverte e perché mi aiuta tantissimo anche per il doppio”.

Vavassori ha costruito la partita con pazienza e intelligenza, con servizio efficace, risposte bloccate, slice bassi e continui cambi di ritmo. Insomma, con un’ottima lettura di gioco. “La chiave è stata trovare soluzioni nei momenti difficili”, ci spiega. “Contro certi giocatori devi variare, non puoi dargli sempre la stessa palla”. E sul suo rapporto con il singolare aggiunge: “Quando ho delle finestre cerco di giocare Challenger, anche per fare il doppio con mio fratello. Questa settimana sta andando molto bene, ho trovato motivazione, energia e soprattutto soluzioni nei momenti complicati”.

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A Roma è con i genitori e con il fratello, compagno di doppio. Con loro c’è anche Aston, un golden retriever a volte presente nei tornei. Una dimensione familiare che raramente si vede a questi livelli. “È qualcosa per cui provo tanta gratitudine. I sacrifici dei miei genitori, il supporto della mia famiglia… essere qui insieme è speciale”. Un senso di condivisione non scontato in uno sport individuale come il tennis.

Tornando al match contro l’ex numero 27 del mondo, ‘Wave’, come lo chiamano gli amici, definisce la prestazione “più solida rispetto al primo turno”. “È normale, perché non gioco spesso il singolare, soprattutto sulla terra, ed era circa un anno che non lo facevo. Per questo essere competitivo e vincere partite così è motivo di orgoglio e mi dà fiducia anche per il doppio. La chiave è stata gestire i momenti difficili e variare servizio, risposta, posizione in campo“.

Nel secondo set si sono viste più discese a rete. Scelta tattica o conseguenza della partita? “Un po’ entrambe”, spiega. “In singolare ogni partita mi aiuta a trovare ritmo e fiducia. Quando inizio a sentirmi meglio, il mio livello sale automaticamente. Sono contento perché riesco a entrare subito in partita senza bisogno di tante gare. Ora, con due match nelle gambe, credo di poter alzare ancora il livello nei quarti”.

Durante il match c’è stato purtroppo anche il tema degli scommettitori in tribuna, che hanno tifato contro di lui. A loro Vavassori ha dedicato il gesto finale del “cuoricino”. Una situazione ormai ricorrente anche al Garden, come ci conferma lo storico organizzatore Ezio “Pancho” Di Matteo (“un fenomeno che va avanti da anni e su cui i margini di intervento purtroppo sono limitati”).

Per Vavassori, però, è stato anche uno stimolo. “Diciamo che mi hanno aiutato invece di mettermi in difficoltà. Sono un giocatore a cui piace tirar fuori la ‘garra’, e quel tifo contro mi ha dato energia”. E aggiunge: “Dentro di me la motivazione era forte, ho cercato di fargli perdere i soldi che avevano scommesso”.

Nel finale spazio anche a una nota più leggera, il cappellino della Roma indossato dopo il match. “Era uno scambio”, sorride. “Sono molto amico di Flavio Cobolli, quindi sono un simpatizzante della Roma”.

Stop nei quarti in doppio

Più tardi si è fermato invece nei quarti il suo percorso in doppio con il fratello. Dopo il successo negli ottavi contro Blake Bayldon e Mick Valdheer (6-2, 7-6), Andrea e Matteo, nel pomeriggio, sono stati battuti dall’indiano Siddhant Banthia e dal bulgaro Alexander Donski per 2-6, 6-3, 11-9. Un match dai due volti, con il primo set dominato dagli azzurri grazie a due break in avvio, poi il ritorno degli avversari nel secondo parziale. Decisivo il super tie-break, dove i fratelli Vavassori, avanti 6-3, si sono fatti rimontare fino al 6-6 e, dal 9-8, hanno ceduto gli ultimi tre punti.