Rafael Jodar

29 Aprile 2026

Stefano Cagelli

Jodar, Fonseca e gli altri: la “next gen” destinata a segnare l’inizio di una nuova era

Il tennis si avvicina a una fase decisiva per capire che ne sarà del suo immediato futuro. Mentre la rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz è ancora in una fase iniziale ma già consolidata ai vertici, alle loro spalle si sta delineando un gruppo di giocatori nati tra il 2005 e il 2006 con una crescita costante e difficile da ignorare.

Per anni si è discusso del “dopo Big Three”, con il timore che il tennis potesse attraversare un periodo di calo qualitativo una volta esaurita la generazione dominante. In realtà, il passaggio generazionale è stato più rapido del previsto: prima ancora della fine definitiva di quell’era, Sinner e Alcaraz hanno già costruito una rivalità destinata a durare e a definire il prossimo ciclo del circuito.

Nel frattempo, però, si intravede un ulteriore ricambio. L’attenzione si sposta su una nuova generazione che potrebbe rappresentare, nel medio termine, un’opposizione concreta al duopolio italo-spagnolo. Il concetto di “Next Gen” è stato spesso inflazionato, ma in questo caso emergono elementi più solidi: risultati, continuità e riscontri diretti. Lo stesso Sinner, intervenuto recentemente a Madrid, ha indicato alcuni nomi: Rafael Jodar, Joao Fonseca e Rei Sakamoto, sottolineando la qualità dei giocatori più giovani con cui ha già avuto modo di allenarsi o competere.

I dati attuali confermano la tendenza. Sono già sette i tennisti nati nel 2005 o 2006 presenti tra i primi cento del ranking ATP. Tra questi, Jodar si è imposto con un impatto immediato, mentre Fonseca continua a essere considerato uno dei profili più promettenti in prospettiva. Alla classe 2006 si affianca quella del 2005, con giocatori come Learner Tien e Jakub Mensik, oltre a Alexander Blockx, Dino Prizmic e Martin Landaluce, tutti caratterizzati da una crescita più progressiva ma con margini evidenti.

La lista è destinata ad ampliarsi nel breve periodo. Nicolai Budkov-Kjaer ha già mostrato segnali importanti, così come Sakamoto. Restano più incerti i tempi di sviluppo di Nishesh Basavareddy, mentre Federico Cinà è un profilo da seguire con attenzione.

Dal punto di vista tecnico, non esiste un modello unico. Alcuni, come Prizmic, Tien e Budkov-Kjaer, si distinguono per un gioco da fondo solido e continuo, unito a una notevole intensità fisica. Altri presentano caratteristiche diverse, sia sul piano tattico sia su quello atletico. Anche sul piano caratteriale emerge una varietà marcata, con personalità differenti che contribuiscono a rendere questa generazione più riconoscibile.

Nel complesso, il ricambio appare già avviato e strutturato. La presenza simultanea di una rivalità di vertice consolidata e di un gruppo emergente numeroso e competitivo indica una fase di transizione ordinata, con prospettive di alto livello nel medio periodo.