Angelo Binaghi FITP

15 Maggio 2026

Stefano Cagelli

Il messaggio di Binaghi: il tennis non è più uno sport di contorno. Il calcio si adatti

Angelo Binaghi è tornato a fare Angelo Binaghi: diretto, ruvido, e soprattutto convinto che il tennis non debba più vivere in funzione del calcio. La miccia è stata accesa dalla concomitanza tra la finale maschile degli Internazionali d’Italia al Foro Italico e il derby tra Roma e Lazio, due eventi a poche centinaia di metri di distanza e con inevitabili problemi di ordine pubblico.

Davanti all’ipotesi di modificare ancora una volta il programma del torneo, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel ha risposto senza giri di parole: “C’è un deficiente che ha fatto un calendario di calcio con i piedi”. Una frase durissima, pronunciata per sottolineare quello che Binaghi considera un problema non del tennis, ma di chi ha organizzato il calendario della Serie A.

Il punto, per Binaghi, è semplice: per decenni il tennis italiano ha dovuto adattarsi alle esigenze del calcio, modificando date, orari e spazi. Oggi, però, il contesto è cambiato. Gli Internazionali di Roma sono diventati uno degli eventi sportivi più importanti del Paese, con il Foro Italico pieno e un’attenzione mediatica trainata anche dalla presenza di Jannik Sinner. “Noi ci siamo spostati per 25 anni”, ha ricordato Binaghi. “Adesso la domanda è: deve spostarsi il tennis o il calcio?”.

Dietro l’uscita colorita del presidente FITP c’è un messaggio politico e culturale preciso. Il tennis italiano non si sente più uno sport di contorno. I numeri di pubblico, gli sponsor e i risultati internazionali hanno cambiato i rapporti di forza. E Binaghi, nel suo stile spesso divisivo, rivendica questo nuovo status.

Le sue parole faranno discutere, come sempre. Ma raccontano bene il momento che sta vivendo il tennis in Italia: un movimento che non vuole più chiedere permesso e che, almeno nelle intenzioni del suo presidente, pretende di essere trattato alla pari del calcio. Anche a costo di alzare i toni.