Adriano Panatta si gode il momento d’oro del tennis italiano e non nasconde il suo entusiasmo per Jannik Sinner. Dopo il trionfo del numero uno del mondo agli Internazionali d’Italia, la leggenda azzurra ha visto cadere un primato che custodiva da mezzo secolo: quello di ultimo italiano capace di vincere il torneo di Roma. Ora, però, Sinner è a un passo dal sottrargli un altro record ancora più prestigioso: essere l’ultimo azzurro ad aver conquistato il Roland Garros.
Panatta, campione a Parigi nel 1976, è convinto che il fuoriclasse altoatesino abbia tutte le carte in regola per trionfare anche sulla terra rossa francese.
“Sinner favorito a Parigi”
In un’intervista concessa a L’Équipe, Panatta ha elogiato senza riserve il suo connazionale, considerandolo il punto di riferimento assoluto del tennis mondiale insieme a Carlos Alcaraz. “Jannik è il prototipo del campione moderno. Un giocatore straordinario, ma soprattutto un esempio per i più giovani. In campo e fuori si comporta sempre con grande calma, educazione e rispetto. È un vero campione”.
Secondo Panatta, il livello espresso da Sinner è impressionante per continuità e solidità. “Quando entra in campo impone subito il suo gioco. Il suo rendimento è altissimo in ogni partita e affrontarlo è difficilissimo”.
L’unico record impossibile: i 14 Roland Garros di Nadal
Nonostante l’enorme fiducia nelle potenzialità di Sinner, Panatta ritiene che esista un primato destinato a rimanere intoccabile: i 14 titoli conquistati da Rafael Nadal al Roland Garros. “Credo che sia l’unico record che per Jannik sarà quasi impossibile battere. Ho vinto il Roland Garros una sola volta e so quanto sia difficile. Farlo quattordici volte, come Nadal, è qualcosa di sovrumano”. Un giudizio che sottolinea l’eccezionalità dell’impresa del fuoriclasse spagnolo, considerata da molti una delle più incredibili nella storia dello sport.
Per Panatta, l’unico giocatore realmente in grado di contrastare Sinner è Carlos Alcaraz. “Gli altri sono lontani dal loro livello migliore. Solo Alcaraz può davvero sfidarlo”. L’ex campione romano evidenzia però una differenza fondamentale tra i due: “Alcaraz, a volte, può incappare in giornate storte. Sinner, invece, raramente ha un calo di rendimento”. Ed è proprio questa continuità, secondo Panatta, a rendere l’azzurro così difficile da battere.