Il torneo olimpico scatterà il 19 luglio, appena tre giorni dopo la finale maschile di Wimbledon. Per i big del circuito si prospetta una corsa contro il tempo tra viaggio, fuso orario e cambio di superficie. E il rischio di forfait eccellenti non può essere sottovalutato.
Il calendario delle Olimpiadi di Los Angeles 2028 rischia di trasformarsi in un vero rompicapo per il mondo del tennis. Tra la conclusione di Wimbledon e l’inizio del torneo olimpico ci saranno infatti appena tre giorni, una finestra temporale ridottissima soprattutto per quei giocatori che arriveranno fino alle battute conclusive dello Slam londinese.
Wimbledon 2028 terminerà domenica 16 luglio, con la finale del singolare maschile, mentre il tennis ai Giochi di Los Angeles prenderà il via già mercoledì 19 luglio sui campi di Carson, in California. Una programmazione che obbligherà i protagonisti dell’All England Club a un’autentica corsa contro il tempo.
Da Londra alla California senza respiro
Per chi raggiungerà semifinali e finali a Wimbledon il problema non sarà soltanto recuperare dalle fatiche accumulate nelle due settimane sull’erba. Bisognerà attraversare l’Atlantico, raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti, adattarsi alle nove ore di differenza rispetto a Londra e soprattutto passare dall’erba ai campi in cemento previsti per la competizione olimpica.
Una combinazione particolarmente impegnativa, considerando anche il valore assunto dalle Olimpiadi nel tennis moderno. Se in passato diversi campioni avevano rinunciato ai Giochi senza particolari rimpianti, negli ultimi anni la medaglia olimpica è diventata uno degli obiettivi più prestigiosi per i protagonisti del circuito.
Parigi 2024 ne è stata una dimostrazione evidente, con un tabellone ricco di grandi nomi e con Novak Djokovic capace di conquistare finalmente l’oro olimpico battendo Carlos Alcaraz in finale. Nel torneo femminile, invece, il titolo era andato alla cinese Zheng Qinwen.
Sinner e Alcaraz davanti a un calendario complicatissimo
Il problema riguarda naturalmente anche Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, due dei principali candidati a essere ancora ai vertici del tennis mondiale nel 2028. Pensare che uno dei due possa rinunciare volontariamente a giocarsi fino in fondo Wimbledon per preparare meglio le Olimpiadi appare difficile. Ma un eventuale approdo alla finale londinese significherebbe avere pochissimo tempo a disposizione prima dell’appuntamento californiano.
Alcaraz conosce già molto bene il peso di una medaglia olimpica: a Parigi 2024 lo spagnolo conquistò l’argento, uscendo in lacrime dopo la sconfitta contro Djokovic nella finale per l’oro. Los Angeles potrebbe quindi rappresentare per lui una nuova occasione. Discorso simile per Sinner, che non partecipò ai Giochi di Parigi a causa di una tonsillite e che potrebbe presentarsi in California con l’obiettivo di aggiungere al proprio palmarès uno dei riconoscimenti più importanti disponibili nel tennis.
E poi c’è proprio Djokovic. Nel 2028 il serbo avrà 41 anni, ma non ha nascosto il desiderio di provare ad allungare la propria carriera fino ai Giochi di Los Angeles. Se sarà ancora competitivo ai massimi livelli, il campione olimpico in carica potrebbe tentare la difesa del titolo conquistato quattro anni prima sulla terra rossa del Roland Garros.
Il programma del tennis a Los Angeles 2028
Il torneo olimpico sarà disputato dal 19 al 28 luglio a Carson. Ad aprire il programma sarà il doppio misto, previsto il 19 e 20 luglio, mentre i tabelloni di singolare maschile e femminile scatteranno il 20.
La finale del singolare femminile è prevista per il 27 luglio, quella maschile per il 28 luglio. Il doppio maschile si disputerà dal 21 al 27 luglio, mentre quello femminile dal 21 al 28.
C’è inoltre un’altra particolarità destinata a far discutere: la cerimonia inaugurale dei Giochi di Los Angeles è fissata per il 14 luglio, quando Wimbledon sarà ancora in pieno svolgimento. I migliori tennisti del mondo impegnati nelle fasi finali dello Slam non potranno dunque vivere l’apertura dell’Olimpiade insieme alle rispettive delegazioni.
Il rischio di forfait eccellenti
È questo l’aspetto che preoccupa maggiormente. Negli ultimi vent’anni il tennis olimpico ha conquistato progressivamente maggiore prestigio agli occhi dei giocatori. Una distanza di appena tre giorni dalla conclusione di Wimbledon potrebbe però mettere molti atleti davanti a una scelta complicata, soprattutto in presenza di problemi fisici o dopo un torneo particolarmente dispendioso.
Chi arriverà in fondo a Wimbledon potrebbe presentarsi a Los Angeles con pochissimo allenamento sul cemento e con un recupero fisico inevitabilmente incompleto. Al contrario, rinunciare allo Slam londinese o interrompere anticipatamente la preparazione sull’erba per concentrarsi sui Giochi appare difficilmente immaginabile per un top player.
Il risultato potrebbe essere una serie di rinunce proprio tra i nomi più importanti, scenario che rappresenterebbe un passo indietro rispetto alla crescente centralità conquistata dalle Olimpiadi nel calendario tennistico.
Mancano ancora due anni e non è possibile sapere quali saranno le condizioni dei protagonisti né se il calendario internazionale subirà ulteriori aggiustamenti. Una cosa, però, è già evidente: l’estate del 2028 metterà a durissima prova i migliori tennisti del mondo. E per chi sogna di vincere sia Wimbledon sia una medaglia olimpica, il viaggio da Londra a Los Angeles rischia di diventare una delle sfide più difficili dell’intera stagione.