Djokovic Cincinnati

17 Agosto 2026

Stefano Cagelli

Djokovic, il problema di salute che dura da anni: “Mi crea molti problemi”. E a Cincinnati potrebbe essere stata l’ultima volta

La sconfitta contro Thiago Agustin Tirante a Cincinnati ha lasciato Novak Djokovic con qualcosa di più di una semplice eliminazione al secondo turno. Il serbo ha spiegato di convivere da anni con un problema di salute che, in determinate condizioni, continua a condizionarne il rendimento. E nelle sue parole dopo il match è comparso anche un riferimento al futuro: quella appena giocata potrebbe essere stata la sua ultima partita nel torneo dell’Ohio.

Djokovic ha perso 2-6 6-4 6-4 dopo aver controllato nettamente il primo set. Il cambio di scenario è arrivato nel secondo, quando il 39enne ha iniziato a mostrare evidenti difficoltà fisiche. Durante un game durato 18 minuti, il serbo è apparso più volte in affanno, fino a piegarsi sulle ginocchia e a richiedere l’intervento del medico. Nel corso del match ha utilizzato ghiaccio sulla testa e sul collo e ha assunto dei farmaci.

“È qualcosa con cui convivo da molti anni”

Caldo e umidità hanno certamente avuto un peso, ma Djokovic ha precisato che non erano il problema principale.

“È qualcosa con cui convivo da molti anni e che mi crea parecchi problemi”, ha spiegato senza entrare nei dettagli della condizione. Il clima di Cincinnati, però, ne ha amplificato gli effetti. “Il caldo e l’umidità sono stati molto intensi, soprattutto quando il sole è uscito nel secondo set”.

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La partita era la prima di Djokovic dopo la semifinale persa contro Jannik Sinner a Wimbledon. L’inizio contro Tirante non aveva fatto pensare a un pomeriggio particolarmente complicato: 6-2 nel primo set e una partita apparentemente sotto controllo. Con il passare dei minuti, però, la condizione fisica ha modificato gli equilibri e l’argentino, numero 50 del ranking, ha ottenuto la vittoria più importante della sua carriera.

Un calendario sempre più selettivo

Per Djokovic il tema diventa inevitabilmente quello della gestione del calendario. A 39 anni il serbo ha ormai ridotto il numero di tornei disputati e la differenza tra il suo rendimento negli Slam e quello nel resto del circuito è sempre più evidente. Nel 2026 ha raggiunto la finale agli Australian Open e la semifinale a Wimbledon, mentre nei Masters 1000 i risultati sono stati molto meno continui.

Cincinnati, in questo senso, doveva soprattutto servire come passaggio verso gli US Open. La sconfitta e soprattutto le modalità con cui è maturata aggiungono invece un’incognita alla preparazione per New York.

“Potrebbe essere stata l’ultima volta”

Djokovic non ha comunque collegato direttamente il problema di salute alla possibilità di fermarsi. Quando gli è stato chiesto se sarebbe tornato a Cincinnati nel 2027, ha risposto senza prendere impegni: “Non lo so. Potrebbe essere stata l’ultima volta, ma potrebbe anche non esserlo”.

Non è un annuncio di ritiro e sarebbe forzato leggerlo in questi termini. È piuttosto un’altra indicazione della fase in cui si trova la sua carriera. Djokovic continua a essere competitivo nei tornei che considera prioritari, ma ogni appuntamento viene ormai valutato in funzione delle condizioni fisiche e degli obiettivi principali.

Ora l’obiettivo è New York

Il prossimo è lo US Open. Dopo Cincinnati, prima ancora del risultato, la questione sarà capire in quali condizioni Djokovic arriverà a New York.