Rafael Jodar

17 Agosto 2026

Federico Vincenti

Perché a Rafa Jodar si rompono spesso i lacci delle scarpe? Il motivo è nel movimento

Quello dei lacci delle scarpe di Rafa Jodar sta diventando un piccolo caso nel circuito. Nelle ultime settimane al giovane spagnolo è capitato più volte di dover interrompere il gioco perché i lacci si erano rotti, una situazione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli appassionati e alimentato qualche polemica sui social.

C’è persino chi ha ipotizzato che Jodar possa sfruttare volontariamente queste interruzioni per spezzare il ritmo delle partite. La realtà, però, sembra essere decisamente meno misteriosa: il problema nasce soprattutto dal particolare modo in cui lo spagnolo scivola sul cemento.

Tutta colpa dell’attrito con il campo

Per capire cosa succede bisogna osservare Jodar quando è costretto a difendersi su una palla molto lontana dal corpo. Lo spagnolo è un giocatore estremamente esplosivo negli spostamenti e, durante alcune scivolate, porta il piede in una posizione quasi verticale rispetto alla superficie. In quel momento la zona superiore della scarpa, compresa quella dove passano i lacci, può entrare in contatto con il terreno.

A velocità elevate l’attrito generato è notevole. Il risultato è che il cemento finisce letteralmente per consumare il laccio, fino a provocarne la rottura. E non sono soltanto i lacci a risentirne: in alcuni casi sono visibili segni di abrasione anche sulla tomaia della scarpa.

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Quanto accaduto recentemente contro Denis Shapovalov è particolarmente indicativo. Durante l’incontro Jodar ha avuto nuovamente problemi con le scarpe e le immagini hanno mostrato chiaramente i segni lasciati dal campo sulla calzatura. Un dettaglio che aiuta a spiegare come la rottura sia una conseguenza meccanica del contatto con la superficie e non un espediente utilizzato dallo spagnolo.

Non è un problema che riguarda soltanto Jodar

C’è poi un altro elemento interessante: Jodar non è il primo tennista ad avere problemi di questo tipo. In passato situazioni simili hanno coinvolto giocatori come Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas e Jakub Mensik, tutti atleti che hanno utilizzato scarpe Adidas. Nel caso di Tsitsipas, il problema era diventato abbastanza frequente da portare a un confronto con il marchio per modificare le calzature e cercare una soluzione.

Anche Mensik è stato costretto in alcune occasioni a fermarsi durante un incontro per sostituire le scarpe dopo aver danneggiato i lacci. Questo non significa necessariamente che esista un difetto generalizzato delle calzature. La combinazione tra modello della scarpa, posizione dei lacci, stile di movimento del giocatore e violenza dell’attrito durante le scivolate può però rendere alcune zone particolarmente esposte all’usura.

Perché sul cemento si può scivolare così tanto?

Negli ultimi anni vedere i giocatori scivolare sul cemento è diventato sempre più comune. Una tecnica un tempo associata soprattutto alla terra battuta viene utilizzata oggi anche sulle superfici dure dai tennisti più atletici. Il problema è che il cemento offre un attrito molto diverso rispetto alla terra. Quando una parte della scarpa sfrega direttamente contro il campo durante una scivolata aggressiva, l’usura può essere estremamente rapida.

Nel caso di Jódar, proprio la posizione assunta dal piede in determinate situazioni sembra lasciare particolarmente scoperta la zona dei lacci. Ed è per questo che l’episodio può ripetersi.

La soluzione? Avere un cambio immediatamente pronto

Più che cercare spiegazioni maliziose alle interruzioni, la questione per Jodar e il suo team diventa quindi soprattutto pratica. Sapendo che il suo stile di movimento può provocare nuovamente lo stesso inconveniente, lo spagnolo potrebbe tenere diverse paia di scarpe già preparate a bordo campo, in modo da effettuare la sostituzione nel minor tempo possibile.

Una precauzione che renderebbe il cambio delle scarpe quasi paragonabile a quello di una racchetta quando si rompe una corda. Il problema dei lacci di Jodar, insomma, sembra avere una spiegazione molto più semplice delle teorie circolate sui social: quando scivola, il suo modo di appoggiare il piede porta la parte superiore della scarpa a sfregare violentemente contro il terreno. L’attrito consuma il materiale e, alla lunga, il laccio cede.

Nessun mistero. Piuttosto, una piccola conseguenza del tennis moderno e di giocatori capaci di muoversi sul cemento con un’aggressività che mette a dura prova non soltanto il fisico, ma anche le scarpe.