Al Miami Open 2026, una delle voci più interessanti tra i giovani emergenti è stata quella di Joao Fonseca. Il brasiliano, classe 2007, ha condiviso in conferenza stampa riflessioni lucide e profonde dopo aver avuto l’opportunità di misurarsi con due riferimenti assoluti del circuito: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Due campioni, due filosofie di gioco
Fonseca non ha nascosto quanto fosse importante per lui confrontarsi con i migliori, sia per capire il proprio livello sia per raccogliere insegnamenti utili in prospettiva futura.
“Affrontarli mi ha aiutato a comprendere le differenze nei loro stili”, ha spiegato. “Credo che Alcaraz abbia un repertorio di colpi più ampio. Sinner è come un robot: colpisce fortissimo e fa tutto in maniera perfetta”.
Parole che rendono bene il contrasto tra due dominatori della nuova generazione. Se l’azzurro si distingue per precisione e continuità quasi meccanica, lo spagnolo rappresenta invece la creatività pura.
“Carlos può fare davvero tutto in campo: varia le rotazioni, accelera, viene a rete, cambia ritmo. Ha una mobilità incredibile ed è difficile leggere il suo gioco”, ha aggiunto il brasiliano.
La partita con Alcaraz: occasione mancata
Entrando nel merito della sfida contro Alcaraz a Miami, Fonseca ha analizzato con maturità l’andamento del match.
“Con il passare dei game ho sentito che cresceva, trovava ritmo. All’inizio aveva un po’ di pressione, ma i break ottenuti subito in ogni set lo hanno aiutato ad alzare il livello”, ha raccontato.
Il giovane brasiliano era sceso in campo con fiducia, forte anche della recente esperienza contro Sinner a Indian Wells, ma non è riuscito a capitalizzare le occasioni avute.
“Sono entrato convinto di poter vincere, ma non ho sfruttato le opportunità. Lui ha giocato una grande partita, è il numero uno. Devo riflettere sui miei errori e imparare”.
“Contro Alcaraz devi essere perfetto”
Il punto chiave, secondo Fonseca, è proprio l’imprevedibilità dello spagnolo.
“La difficoltà più grande è che non sai mai cosa farà: ha tutti i colpi nel suo arsenale. Devi giocare un tennis perfetto. Io non ci sono riuscito, e questa è stata la differenza”.