L’immagine della loro esultanza “calcistica”, ispirata a Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, resterà probabilmente l’ultimo ricordo di Jannik Sinner e Zizou Bergs dalla stessa parte del campo a Monte-Carlo. La coppia italo-belga, protagonista di un brillante esordio nel torneo di doppio, non scenderà infatti in campo per il secondo turno.
Il forfait deciso da Sinner
Il ritiro è arrivato alla vigilia della sfida contro Andreozzi/Guinard, freschi campioni di Indian Wells. Una decisione presa direttamente da Sinner, come rivelato da Koen Bergs, padre del tennista belga, attraverso i social. “Jannik si è ritirato: è comprensibile dato che può diventare numero uno in singolare in questo torneo”, ha scritto, sottolineando come la priorità dell’azzurro sia ora concentrata interamente sul percorso individuale. Una scelta strategica chiara, dunque, in un momento cruciale della stagione e della corsa al vertice del ranking.
Se da un lato può esserci stata un po’ di delusione per Zizou Bergs, dall’altro resta il valore dell’esperienza condivisa con uno dei protagonisti assoluti del circuito. “Una grande esperienza che Zizou non dimenticherà mai”, ha aggiunto il padre. Il belga può comunque consolarsi con quanto fatto vedere in campo: oltre al successo in doppio al primo turno — ottenuto contro la coppia Machac/Ruud — Bergs ha raggiunto anche il terzo turno nel tabellone di singolare, confermando il suo buon momento di forma.
Agli ottavi c’è Machac
Intanto, per Sinner si definisce anche il cammino nel torneo di singolare. L’azzurro conosce ora il nome del suo prossimo avversario agli ottavi di finale: sarà il ceco Tomas Machac, che ha sorprendentemente superato con autorità l’argentino Francisco Cerundolo in due set.
Un incrocio interessante, anche alla luce del precedente in doppio proprio contro Machac, e che rappresenta un altro passo importante per Sinner nella sua rincorsa al titolo — e, potenzialmente, al numero uno del mondo. E non è da escludere un nuovo incrocio tra Sinner e Bergs, questa volta da rivali. I due potrebbero infatti ritrovarsi in un’eventuale semifinale, trasformando la complicità vista nel doppio in una sfida ad alta intensità.