Nel punto di Corrado Barazzutti l’analisi su Montecarlo: Sinner numero 1, il calo di Alcaraz e il bilancio degli italiani.
Partiamo dalla finale di Montecarlo, perché è lì che si capisce tutto. Non è stata una partita straordinaria dal punto di vista del gioco, non si è visto il miglior tennis dei due. Ma è stata molto significativa. Jannik Sinner è stato più bravo nella gestione e ha servito molto bene, come sempre più spesso gli succede. All’inizio Carlos Alcaraz gli è scappato via facendo subito un break, ma Jannik lo ha contenuto, lo ha ripreso e poi ha gestito meglio i momenti decisivi. Ecco qual è stata la differenza.
Perché Alcaraz in fin dei conti ha avuto le sue occasioni, è andato avanti nel primo set e nel secondo. Ma non le ha sfruttate. E nei momenti importanti ha fatto anche errori molto pesanti. Come ad esempio nel tie-break del primo set, quando Sinner ha sbagliato un dritto facile su una palla del set, sul 6-4. Subito dopo Alcaraz cosa fa? Un doppio fallo. Un errore gravissimo in un momento decisivo.
A dimostrazione che quello che si vede oggi è un Alcaraz non in forma. Meno continuità e meno fiducia. È vero che lo spagnolo ha giocato meglio rispetto a Indian Wells e Miami, ma non è ancora al suo livello. È un giocatore che va a strappi, con momenti in cui gioca molto bene e altri in cui cala, anche all’interno della stessa partita. Ma non credo che in questo momento i problemi siano solo di natura tecnica. C’è anche lo stato d’animo, come si è percepito alla luce anche di alcune sue dichiarazioni. Perché quando un giocatore dice che forse perderà il numero 1 del mondo significa che non è completamente sicuro del proprio gioco. E quando manca la fiducia, è chiaro come il tutto si rifletta nei momenti importanti.
Dall’altra parte Sinner sta facendo un percorso opposto. Dopo un paio di sconfitte inattese, almeno sulla carta, è cresciuto molto ed è tornato più forte di prima. Ha gestito bene quel passaggio e si è preparato al meglio. Oggi è un giocatore completo. E anche sulla terra battuta, dove spesso si è detto che potesse trovarsi meno a suo agio, non si vedono grandi differenze. Ad oggi è praticamente ingiocabile su tutte le superfici. E soprattutto, anche nei momenti di difficoltà – come abbiamo visto contro Fonseca o Tomas Machac – è venuto fuori alla grande. Ed è lì che si vede il giocatore vero. Insomma, in questo momento, ripeto, è ingiocabile per tutti.
Guardando avanti quindi la situazione è abbastanza chiara. Sinner oggi è il più forte su tutte le superfici e se mantiene il suo attuale livello, è difficile immaginare che possa perdere con qualcuno.
Barcellona e la corsa al numero 1
Nel breve periodo tuttavia qualcosa potrebbe cambiare in cima alla classifica, visto che Alcaraz vincendo a Barcellona tornerebbe numero 1 del mondo. È anche probabile, perché sta giocando meglio rispetto ai tornei precedenti e sarà sicuramente molto motivato. Ma lo spagnolo resta sempre un’incognita, perché ci ha abituato ormai a partite in cui può giocare molto male, anche all’interno dello stesso torneo, ai suoi alti e bassi. Bisognerà vedere quindi quale versione scenderà in campo, quella più continua o quella discontinua. In ogni caso, ripeto, anche un eventuale ritorno al numero 1 non cambierebbe oggi la valutazione generale su chi è più in forma tra i due.
Italiani a Montecarlo? Pochi risultati, ma il livello resta alto
Il bilancio degli italiani a Montecarlo non è stato particolarmente positivo. Matteo Berrettini ha fatto un buon torneo, ma ha perso contro Joao Fonseca, giocatore molto pericoloso, che gioca veloce, tira forte e mette in difficoltà chiunque. Gli altri sono usciti presto. Qualcuno non ha giocato bene, altri stanno cercando di ritrovare la condizione. Può succedere. Questo però non cambia il giudizio complessivo, ovvero che l’Italia ha una pattuglia di giocatori che ci invidia tutto il mondo.
Billie Jean King Cup, Italia resta super competitiva
In chiusura uno sguardo alla squadra femminile. Contro il Giappone è stata una sfida alla portata, ma resta il valore del gruppo, con Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani, soprattutto in doppio, l’Italia ha una squadra forte e competitiva. È la squadra campione in carica e può giocarsela con le migliori. Molto dipenderà anche dalle avversarie, ma il livello è alto. E le basi per fare ancora bene alle Finals di settembre ci sono tutte.