Alla vigilia dell’esordio all’ATP 250 di Monaco di Baviera, Luciano Darderi si presenta con idee chiare, ambizioni rinnovate e la voglia di lasciarsi subito alle spalle l’eliminazione precoce di Montecarlo. Il tennista azzurro, oggi numero 21 del mondo, punta a confermarsi — e possibilmente migliorarsi — nel torneo tedesco, dove lo scorso anno si era spinto fino ai quarti di finale.
“La terra resta la mia superficie preferita, ma per diventare un Top 10 devi saper giocare bene ovunque”, ha dichiarato Darderi, sottolineando un concetto chiave nel tennis moderno: la completezza. Un messaggio che racconta bene la direzione intrapresa dal giovane italiano, sempre più determinato a evolvere il proprio gioco.
Ripartire dopo Montecarlo
L’uscita al primo turno del Masters 1000 di Montecarlo contro Hubert Hurkacz non è stata semplice da digerire.
“Non è facile uscire subito in un grande torneo sulla terra, soprattutto dopo aver fatto bene a Marrakech, dove avevo raggiunto la semifinale”, ha spiegato.
Nonostante la delusione, Darderi guarda avanti con lucidità: concentrazione sul campo, ma anche la necessità di trovare equilibrio fuori. “Cerco di restare focalizzato sul mio tennis, ma mi concedo anche momenti per rilassarmi. Prima del torneo farò un giro in città”.
Il debutto a Monaco lo vedrà opposto al cinese Zhizhen Zhang, numero 242 ATP ma in tabellone grazie al ranking protetto. Un avversario mai affrontato prima, che rappresenta un’incognita ma anche un’opportunità per partire con il piede giusto. Darderi non nasconde le sue ambizioni: “L’anno scorso ho perso ai quarti contro Shelton, quest’anno spero di ripetermi e fare ancora meglio”.
Un movimento italiano in crescita
Il 2025 ha già regalato soddisfazioni importanti all’azzurro. Lo scorso 16 marzo ha raggiunto il suo best ranking, salendo fino al numero 18 del mondo, in un momento storico per il tennis italiano, capace per la prima volta di portare quattro giocatori nella Top 20 ATP. “Ci conosciamo tutti da quando avevamo circa dieci anni. Siamo tanti italiani in Top 100 e questo crea una competizione sana: ci spingiamo a migliorare ogni settimana”, ha raccontato Darderi, evidenziando la forza del gruppo azzurro.
Per fare il salto definitivo, Darderi ha lavorato intensamente anche sulle superfici diverse dalla terra battuta. “Quest’anno ho svolto tutta la preparazione sul duro: quarti ad Auckland, seconda settimana all’Australian Open. E nel 2024 non ho fatto male nemmeno sull’erba, arrivando al terzo turno a Wimbledon”. Un percorso che dimostra la volontà di diventare un giocatore completo, requisito fondamentale per ambire ai vertici del ranking.
Il rapporto con il padre-coach
Infine, uno sguardo alla dimensione più personale: il rapporto con il padre, che è anche il suo allenatore. “Mi aiuta molto anche mentalmente. Non è sempre facile avere tuo padre che ti dice cosa fare dentro e fuori dal campo, a volte discutiamo, ma il rapporto è buono”.