Il problema al polso di Carlos Alcaraz rischia di avere conseguenze ben più pesanti del previsto. Non solo sul piano fisico, ma anche nella corsa al vertice del ranking ATP, dove lo spagnolo è impegnato in un serrato duello con Jannik Sinner.
Il tennista murciano ha già annunciato il forfait dal Barcelona Open 2026, torneo in cui era finalista uscente, e ha confermato tramite i social che salterà anche il Mutua Madrid Open al via la prossima settimana. Una doppia assenza che cambia radicalmente gli equilibri della stagione sulla terra battuta.
Un’occasione sfumata e il sorpasso che si allontana
Alcaraz si presentava a Barcellona con la concreta possibilità di riprendersi il numero uno del mondo proprio ai danni di Sinner. Nel giro di pochi giorni, però, lo scenario si è completamente ribaltato.
Lo spagnolo ha perso i punti conquistati lo scorso anno in Catalogna e, non partecipando a Madrid, offrirà all’azzurro un’ulteriore opportunità per allungare in classifica. Una situazione aggravata anche dal contemporaneo forfait di Novak Djokovic dal torneo madrileno, che avrebbe potuto rimescolare le carte.
Il vero rischio: una lunga assenza
La preoccupazione principale, tuttavia, riguarda la natura dell’infortunio. I problemi al polso sono notoriamente delicati e richiedono tempi di recupero incerti. Per questo motivo, Alcaraz e il suo team dovranno gestire con estrema cautela il rientro, evitando ricadute che potrebbero compromettere l’intera stagione.
Il tempo, però, non gioca a suo favore. Dopo Madrid arrivano due appuntamenti cruciali: gli Internazionali d’Italia e soprattutto il Roland Garros, tornei in cui lo spagnolo difende un bottino pesantissimo di punti.
Fino a 3.000 punti in bilico
Il rischio concreto è quello di un crollo nel ranking. Nel 2025 Alcaraz aveva trionfato a Roma battendo proprio Sinner in finale: una vittoria che oggi vale 1.000 punti. In caso di assenza, quei punti verrebbero azzerati.
Ancora più pesante sarebbe un eventuale forfait al Roland Garros, dove lo spagnolo è campione in carica e difende 2.000 punti. In totale, quindi, Alcaraz potrebbe perdere fino a 3.000 punti ATP in poco più di un mese.
Un’emorragia che potrebbe compromettere seriamente la sua rincorsa al vertice.
Una gestione discutibile della stagione
Al di là dei numeri, resta il tema della gestione fisica. La stagione sulla terra battuta è spesso stata un banco di prova complicato per Alcaraz, e anche quest’anno i segnali non sono incoraggianti.
A differenza di Sinner, che ha scelto di fermarsi dopo Montecarlo per recuperare energie, lo spagnolo ha optato per un calendario più intenso. Emblematico il passaggio rapidissimo dalla finale nel Principato all’esordio a Barcellona, meno di 48 ore dopo, contro Otto Virtanen.
Cambio di condizioni, stress fisico e accumulo di fatica: fattori che, messi insieme, hanno portato il corpo a presentare il conto.
Roland Garros nel mirino, ma con incognite
Guardando avanti, è difficile immaginare un Alcaraz al meglio a Parigi. Nel migliore dei casi, potrebbe utilizzare Roma come torneo di preparazione, ma con tutte le incognite legate a un rientro affrettato.
L’obiettivo principale resta chiaramente il Roland Garros, ma la priorità sarà arrivarci in condizioni accettabili. Se non sarà al 100%, lo spagnolo potrebbe anche decidere di limitare al minimo le apparizioni prima dello Slam.