16 Agosto 2026

Stefano Minnucci

Djokovic crolla a Cincinnati: ko all’esordio con Tirante e allarme caldo

Novak Djokovic esce subito di scena al Masters 1000 di Cincinnati. Il serbo, al rientro dopo la semifinale persa a Wimbledon contro Jannik Sinner, è stato sconfitto all’esordio dall’argentino Thiago Agustin Tirante, numero 50 del mondo, con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-4.

Una partita cominciata nel modo migliore per Djokovic, ma cambiata progressivamente con il passare dei minuti. L’ex numero uno del mondo ha dominato il primo set, strappando il servizio nel sesto game e chiudendo il parziale con autorità. Poi, però, il caldo e l’umidità di Cincinnati hanno iniziato a pesare sempre di più sul suo fisico.

Le condizioni erano difficili: circa 29 gradi e un tasso di umidità vicino al 72%. Nel secondo set Djokovic ha chiesto un medical timeout e da quel momento è apparso in crescente difficoltà. Si è piegato più volte sulle gambe, ha dato la sensazione di essere al limite e non è più riuscito a ritrovare la lucidità del primo parziale.

A fine partita il serbo ha spiegato il problema: “Non è stata una partita piacevole per me. Non è la prima volta e immagino non sarà l’ultima. È un problema di salute che ho da qualche anno. Mi crea molti problemi, soprattutto quando caldo e umidità sono elevati”.

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Tirante ha avuto il merito di restare dentro il match e di approfittare del calo dell’avversario. L’argentino ha servito con grande efficacia, chiudendo con 13 ace e 40 vincenti, e ha trovato il ritmo giusto proprio quando Djokovic ha iniziato a perdere brillantezza. Dopo aver conquistato il secondo set, ha continuato a spingere anche nel terzo, completando la rimonta e conquistando il pass per il turno successivo.

Per Djokovic resta una sconfitta pesante, non solo per il risultato ma per le sensazioni lasciate in campo. Il serbo, 39 anni, ha ammesso che difficilmente tornerà a giocare a Cincinnati in futuro, proprio per le condizioni ambientali particolarmente complicate.

“Ero consapevole che sarebbe stata una sfida per me”, ha spiegato. “Ma poi ci sono anche il nervosismo e tutto ciò che comporta una partita. Tutto questo peggiora le cose, ed è esattamente quello che è successo”.