Una rimonta incredibile, due interruzioni per un problema decisamente insolito e una stretta di mano tutt’altro che cordiale. Il secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati tra Rafael Jodar e Denis Shapovalov ha regalato quasi tre ore di tensione, fino al successo dello spagnolo per 7-5 4-6 7-5. Ma a far discutere, oltre all’impresa del giovane madrileno, è stato soprattutto quanto accaduto nel terzo set.
Jodar sembrava ormai a un passo dalla sconfitta. Sotto 1-5 nella frazione decisiva, lo spagnolo è riuscito a ribaltare completamente una partita che appariva nelle mani di Shapovalov, annullando anche diversi match point e conquistando sei game consecutivi fino al definitivo 7-5. Una rimonta che conferma ancora una volta le qualità mentali del classe 2006, ormai stabilmente tra i protagonisti del circuito maggiore.
I lacci si rompono due volte: Shapovalov perde la pazienza
Nel mezzo, però, è successo qualcosa che ha fatto perdere la pazienza al canadese. Per due volte Jodar ha dovuto interrompere il gioco a causa della rottura dei lacci delle scarpe: la prima quando il punteggio era di 1-4 nel terzo set, la seconda sul 3-5. Proprio quest’ultima pausa, arrivata mentre Shapovalov cercava di chiudere l’incontro, ha provocato la reazione del canadese.
Shapovalov ha interpretato quelle interruzioni come un modo per spezzare il ritmo della partita in un momento particolarmente favorevole per lui. La sua irritazione è stata evidente già in campo e la tensione non si è esaurita con l’ultimo punto: alla stretta di mano il canadese ha continuato a manifestare il proprio disappunto nei confronti dell’avversario. Jodar, da parte sua, si è scusato e ha successivamente affrontato l’episodio anche davanti ai media.
One of the comebacks of the year so far…🔥
An unbelievable six-game run from Rafa Jodar@atptour #CincyTennis pic.twitter.com/25vKvxwZTC
— Tennis TV (@TennisTV) August 16, 2026
Jodar risponde alle accuse: «Sono cose che non posso controllare»
La versione dello spagnolo è stata molto semplice: nessuna strategia e nessun tentativo volontario di rallentare il gioco. «È una situazione che non posso controllare», ha spiegato Jodar, sottolineando che i lacci si erano effettivamente rotti e che era stato quindi necessario del tempo per sostituirli.
Il madrileno ha comunque riconosciuto il problema pratico e ha assicurato che in futuro cercherà di avere lacci o scarpe di ricambio già pronti, così da evitare interruzioni altrettanto lunghe.
Al di là della polemica, resta però soprattutto il modo in cui Jodar è riuscito a trasformare una situazione quasi disperata in una delle vittorie più sorprendenti del torneo. Sul 5-1 Shapovalov aveva saldamente in mano l’incontro, ma non è riuscito a completare l’opera. Lo spagnolo, invece, è rimasto aggrappato alla partita, ha recuperato i break di svantaggio e ha sfruttato il progressivo nervosismo del canadese per completare una rimonta difficilmente pronosticabile pochi minuti prima.
«Sapevo che sarebbe stata una partita molto difficile», ha spiegato poi Jodar, soddisfatto soprattutto della gestione dei momenti più delicati. Il giovane spagnolo ha evidenziato come, a questi livelli, sia necessario esprimere il proprio miglior tennis e come proprio il controllo delle emozioni sia stato uno degli aspetti decisivi nel terzo set.
Una rimonta destinata a far discutere
La discussione sui lacci inevitabilmente accompagnerà il dopo partita, soprattutto perché le due pause sono arrivate nel momento in cui Shapovalov sembrava vicino alla vittoria. Stabilire quanto abbiano effettivamente inciso sull’inerzia dell’incontro è però impossibile. Di certo, dopo quelle interruzioni Jodar è riuscito a cambiare completamente volto alla sfida; altrettanto certo è che il canadese ha avuto comunque diverse occasioni per chiudere il match e non è riuscito a sfruttarle.
Alla fine resta un 7-5 4-6 7-5 che racconta molto più di una semplice vittoria. Jodar continua la sua corsa a Cincinnati e aggiunge un’altra dimostrazione di carattere alla sua stagione, mentre Shapovalov lascia il torneo con il rimpianto di una partita praticamente vinta e poi sfuggita di mano.
Con una polemica destinata, almeno per qualche ora, a fare quasi tanto rumore quanto la clamorosa rimonta dello spagnolo.