16 Agosto 2026

Valeria Lorenzi

Alcaraz, US Open più lontano: dalla Spagna si rincorrono i dubbi sul rientro

Il conto alla rovescia verso lo US Open è iniziato, ma intorno a Carlos Alcaraz crescono i dubbi: lo spagnolo sarà a New York? Al momento non c’è ancora un forfait ufficiale. Ma le indiscrezioni che arrivano dalla Spagna nelle ultime ore spingono verso uno scenario sempre più concreto: Alcaraz potrebbe decidere di non forzare i tempi e saltare anche l’ultimo Slam della stagione, posticipando ulteriormente il ritorno alle competizioni.

Quattro mesi lontano dal circuito

Il problema è soprattutto il tempo. Alcaraz è fermo dalla primavera per il problema al polso che ha condizionato completamente la sua stagione dopo il torneo di Barcellona. Da allora il numero 2 del mondo non è più tornato a disputare una partita ufficiale. Il programma iniziale prevedeva un possibile rientro durante la stagione americana sul cemento, ma anche quella tabella di marcia è progressivamente saltata. Il forfait al Masters 1000 di Cincinnati, dove avrebbe dovuto testare il proprio livello prima di New York, ha rappresentato un altro segnale significativo.

Alcaraz ha ripreso ad allenarsi a Murcia e nei giorni scorsi AS raccontava di un giocatore ancora intenzionato a tenere aperta la porta dello US Open. Durante le sessioni lo spagnolo si è sottoposto a prove sempre più complete, cercando di verificare la risposta del polso all’aumento dei carichi di lavoro. Ma allenarsi è una cosa. Essere pronti a giocare uno Slam al meglio dei cinque set, dopo mesi senza competizioni, è tutt’altra.

Perché lo US Open potrebbe essere un rischio troppo grande

È proprio qui che nasce il pessimismo delle ultime ore. Secondo le ricostruzioni rilanciate dalla stampa italiana sulla base delle indicazioni provenienti dalla Spagna, lo staff di Alcaraz starebbe valutando con estrema prudenza l’opportunità di presentarsi a Flushing Meadows. Lo US Open inizierà il 30 agosto e il margine per recuperare condizione atletica, ritmo partita e soprattutto piena fiducia nel polso è ormai ridotto.

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L’idea prevalente sembra quella di evitare rischi: uno Slam richiede carichi e intensità molto diversi rispetto a un normale rientro nel circuito. Presentarsi a New York senza aver disputato neppure un torneo di preparazione significherebbe passare direttamente dagli allenamenti a possibili battaglie sulla distanza dei cinque set.

Laver Cup possibile punto di ripartenza

Se davvero Alcaraz dovesse rinunciare allo US Open, cambierebbe inevitabilmente anche il programma del suo rientro. Una delle ipotesi circolate nelle ultime ore porta alla Laver Cup, in programma dal 25 al 27 settembre, appuntamento che potrebbe rappresentare un passaggio intermedio meno traumatico prima del ritorno vero e proprio nel circuito ATP. Successivamente lo spagnolo potrebbe puntare sulla tournée asiatica e, in particolare, su Tokyo.

Una soluzione che permetterebbe ad Alcaraz di concedersi diverse settimane supplementari di preparazione, evitando di mettere sotto pressione il polso nella manifestazione più impegnativa possibile.

Uno US Open senza Alcaraz cambierebbe tutto

Un eventuale forfait avrebbe inevitabilmente conseguenze enormi anche sugli equilibri del torneo. Alcaraz non sarebbe infatti un semplice assente: arriverebbe a New York da campione uscente, dopo aver battuto Jannik Sinner nella finale del 2025 e avergli strappato, proprio grazie a quel successo, anche il numero uno del ranking mondiale.

La sua assenza eliminerebbe quindi dalla corsa uno dei principali candidati al titolo e ridisegnerebbe il tabellone ancora prima del sorteggio. Per il momento, però, resta necessario distinguere tra ciò che appare probabile e ciò che è ufficiale. Alcaraz continua ad allenarsi e il suo nome non è ancora stato cancellato dallo US Open, ma il tempo a disposizione diminuisce giorno dopo giorno.

Le prossime comunicazioni dello spagnolo e del suo staff saranno decisive. Fino ad allora la porta di New York rimane aperta, ma molto meno di quanto lo fosse soltanto una settimana fa.