30 Agosto 2025

Stefano Cagelli

Dobbiamo avere ancora fiducia in Holger Rune?

Dopo lo US Open 2025, dove è uscito di scena già al secondo turno, molti appassionati si chiedono se valga ancora la pena credere in Holger Rune. Il danese, che aveva illuminato il circuito con la vittoria al Masters 1000 di Parigi-Bercy nel 2022 battendo Novak Djokovic, sembra essersi smarrito lungo la strada.

Negli ultimi tre anni Rune non è riuscito a compiere il salto di qualità che tutti attendevano: pochi quarti di finale negli Slam, una sequenza di risultati altalenanti e la sensazione che quel talento cristallino non sia mai stato incanalato nel modo giusto.

Da rivale designato di Alcaraz… a grande incognita

Quando esplose, Rune era visto come il naturale antagonista di Carlos Alcaraz, l’uomo destinato a dargli battaglia per anni. Oggi, però, la realtà racconta un’altra storia: Alcaraz e Jannik Sinner hanno consolidato il proprio dominio, mentre Rune fatica a trovare continuità, spesso frenato da fragilità fisiche e scelte discutibili di gestione del proprio team.

La sua varietà di colpi, un tempo considerata un’arma letale, si è trasformata in un’arma a doppio taglio. Senza un piano di gioco chiaro, Rune appare indeciso, incapace di sfruttare appieno le proprie qualità tecniche.

Il nodo della preparazione e la speranza Panichi

Un punto cruciale resta la preparazione atletica. Nei momenti più intensi dei match, Rune paga una condizione fisica non all’altezza dei migliori. La recente scelta di affidarsi a Marco Panichi, storico preparatore di Djokovic, rappresenta un segnale positivo: un passo verso la costruzione di un giocatore più solido e resistente.

Ma non basterà solo il fisico. Rune dovrà anche trovare stabilità fuori dal campo, circondarsi di persone fidate e ridurre il caos che troppo spesso ha avvolto la sua carriera.

Futuro incerto, ma non tutto è perduto

A 22 anni, è prematuro parlare di fallimento. È vero: il danese non sembra destinato a dominare come Alcaraz o Sinner, ma ha ancora il tempo e il talento per diventare un campione. La storia del tennis ci insegna che alcuni percorsi richiedono più tempo: Stan Wawrinka, ad esempio, esplose solo a carriera avanzata, diventando poi un tre volte campione Slam.

Rune ha gli strumenti per scrivere un capitolo importante della sua carriera. La domanda, oggi, è se troverà la volontà e la lucidità per trasformare il caos in ordine. Solo il tempo ci dirà se quel ragazzo che incantò Parigi tornerà ad essere protagonista nei grandi palcoscenici.